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Articoli filtrati per data: Friday, 05 Luglio 2019

Tradizionalmente il 4 luglio in America si celebra l’Indipendenza. Mai come quest’anno la debolezza delle politiche presidenziali è stata occultata da una spettacolarizzante pompa magna, culminata con l’opportunistico protagonismo delle forze dell’ordine, glorificate dal discorso del presidente.

Il comizio voluto da Trump, che arringava i suoi fans da dietro un plexiglass antiproiettile, nonostante si tenesse in un recinto a selezione limitata per cui egli stesso aveva mandato gli inviti, è stato finanziato con un’ingente spesa pubblica, ricevendo soltanto una timida ammonizione da parte dei democratici a non trasformarlo in un comizio di propaganda. Ma mentre i cacciabombardieri fendevano il cielo a 140mila dollari orari e The Donald accompagnava il suo elogio a Betsy Ross, la pia donna che per prima cucì la bandiera a stelle e strisce, alla promessa che presto quella bandiera sarebbe arrivata su Marte, fuori dalla Casa Bianca c’era chi intonava lo slogan: «America was never great».

Un drappello di membri del Partito Comunista Rivoluzionario Americano hanno deciso di rendere omaggio alla bandiera incendiandone due in mezzo alla folla composta da sostenitori del Presidente nonché da gruppi dell’estrema destra. A cercare di salvare il simbolo dalle fiamme si sono spesi veterani e forze dell’ordine, il cui grottesco intervento è stato incalzato dai contestatori che gli hanno lanciato addosso il drappo incendiario. Uno dei contestatori tratto in arresto è Gregory Johnson, noto militante che, con le sue azioni incendiarie, nel 1989 vinse la causa contro lo stato del Texas per abolire il reato di vilipendio alla bandiera in 48 stati americani. Significativo è che, nel 2016, Trump propose invece un anno di carcere o la revoca della cittadinanza americana a chiunque avesse osato sfregiare la stelle e strisce.

Sembra dunque che con la presidenza di Trump il riferimento all’identità americana e ai suoi simboli per eccellenza siano diventate un campo di confronto fondamentale, polarizzate da un dibattito sovranista pronto a giustificare ogni propria posizione tramite il richiamo alla patria. E allora bruciare la bandiera diviene l’espressione di un rifiuto radicale che eccede tanto il campo repubblicano quanto quello democratico. Come si legge sulla maglia indossata da Johnson in occasione del 4 luglio: «Revolution – Nothing Less».

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Di pochi giorni fa la notizia degli scellerati tagli ai fondi dedicati all'istruzione; una decisione presa, però, nel dicembre 2018.


La diminuzione degli investimenti non riguarda solo l'istruzione, ma anche la tutela dei beni culturali e ambientali, il soccorso civile e l'accoglienza degli immigrati.
La spiegazione a questi vertiginosi tagli è l'investimento maggiore per pensioni e politiche sociali.
Anche gli incentivi alle imprese subiranno crolli esorbitanti; costi elevati invece per quota 100, reddito e costi d'interesse dei titoli di stato. Risparmi anche per il rimborso delle imposte e risorse invariate per ordine pubblico e sicurezza, giustizia e difesa, agricoltura, ricerca e innovazione.
Questo quadro della situazione risulta certamente indicativo rispetto alle priorità che il governo in carica si pone.
La consapevolezza di non essere in un paese per giovani è ormai sedimentata, ma il progressivo aumento delle politiche a discapito della gioventù è un fattore preoccupante che delinea una prospettiva sempre più in declino.
La riduzione delle risorse per l'istruzione primaria e secondaria ammonta al 10%, i tagli colpiranno gli stipendi dei docenti e delle docenti precar*, verranno ridotti i posti per gli/le insegnanti di sostegno e diminuiti gli investimenti nell'edilizia scolastica.
Risulta evidente quanto, in un contesto simile, contesto in cui si preferisce spendere soldi per le politiche previdenziali piuttosto che per la formazione dei/delle giovani, sentirsi tutelat* e rappresentat* non è di certo una garanzia per i ragazzi e le ragazze che vivono sul suolo italiano.
Si decide di investire meno nell'edilizia scolastica, già fatiscente da sempre, dimostrando quanto a questo governo della reale sicurezza dei cittadini e delle cittadine interessi poco. In compenso però, gli edifici scolastici continueranno massivamente ad essere pattugliati da unità di polizia cinofila grazie al decreto scuole-sicure, un fiore all'occhiello del ministro Matteo Salvini che, a sua detta, sarebbe lo strumento di cui lo stato si è dotato per sconfiggere il fenomeno della distribuzione di droga ai giovani; ovviamente si tratta solo di fumo negli occhi, non siamo noi a dover dire al governo che la diffusione delle droghe parte da molto prima dello spacciatore al parchetto, ma non sia mai che qualche mano politica impastata in proficui affari, storca il naso per reali provvedimenti contro il marketing della droga.
Dunque, ciò che dovremo aspettarci da Settembre sarà una scuola in cui mancheranno i docenti (come se fino ad ora fossero stati regolarmente presenti); in cui le possibilità di apprendimento per gli alunni e le alunne con difficoltà verranno ridotte dalla mancanza di un sostegno garantito e presente; in cui gli edifici scolastici continueranno a non essere ristrutturati e adattati alle esigenze che avanzano; ma il tutto accompagnato dalla certezza che mensilmente potremmo essere violentemente sottopost* a perquisizioni invasive e trattamenti denigranti e minatori da parte delle pattuglie di forze dell'ordine adibite a diffondere terrore, anche nelle quattro mura che determinerebbero il nostro futuro.
Una cosa è certa, la funzione della scuola, ad oggi, non è quella di sviluppare percorsi di apprendimento per gli studenti e le studentesse, quanto più quella di fabbricare soggetti e forza lavoro che nel tessuto sociale dello stato-nazione capitalistico, risultino utili ed efficienti ai fini del guadagno dei burattinai che sovradeterminano la società tramite il denaro.
Questo è possibile grazie all'opprimente impostazione stabilita di tempi e spazi per gli studenti e le studentesse, sempre frenetici, limitanti e angoscianti; condizione alimentata dalla crescente precarietà scolastica, che ci abitua ad un mondo in cui bisogna adattarsi, accontentarsi e vivere di corsa per produrre profitto.
Non è questa la prospettiva di futuro che abbiamo, non è utopistico dire che, in quanto giovani, vogliamo e possiamo cambiare le cose, a partire dalla scuola, la nostra piattaforma di crescita, socialità e condivisione, un luogo che pretendiamo incontaminato dalle dinamiche del dominio e dello sfruttamento, il luogo che dal basso vogliamo riadattare alle nostre esigenze e ai nostri bisogni.
L'unica arma che abbiamo per ristabilire le nostre priorità è l'organizzazione collettiva basata sulla fiducia e la condivisione di una sistemica repressione che attacca su tutti i fronti e che solo insieme possiamo fronteggiare.
Queste politiche distruttive per la scuola hanno l'obiettivo di rendere gli anni di studio solamente un momento di passaggio, che vogliamo superare di corsa, giustamente, a causa del carico di privazioni che in quel contesto percepiamo; sta a noi capire la logica dietro a queste continue mazzate al mondo dell'istruzione e riappropriarci dei nostri tempi e dei nostri spazi con il fine di sviluppare un pensiero critico diffuso, che ci renda immuni alle logiche della scuola-azienda e conseguenzialmente, coscienti del mondo di precarietà e sfruttamento che vogliono propinarci.

Da Kollettivo Studenti Autorganizzati Torino

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in SAPERI

In questa pagina pubblichiamo comunicati, striscioni e iniziative di solidarietà con gli arrestati dell'operazione sul G7 di Venaria del 2017. In aggiornamento.

 

FESTIVAL ALTA FELICITA'

Questa mattina si è svolta in tutta Italia un’operazione di polizia mirata a restringere la libertà di tante e tanti compagn* che negli anni hanno generosamente lottato contro il Tav. Un’operazione che arriva oggi a distanza di due anni, dalle giornate di lotta contro il G7 del lavoro che si era tenuto a Torino a settembre 2017.
Alcuni di loro sono figure centrali nell’organizzazione del Festival Alta Felicità e non possiamo fare altro che prendere atto della malizia che c’è dietro a questa operazione di polizia.
Ma ci teniamo a rassicurare tutte e tutti che, nonostante la controparte cerchi inesorabilmente di metterci i bastoni tra le ruote, il movimento #NoTav non si fermerà. Anzi al contrario saremo ancora più forti e determinati di prima. Per i nostr* compagn* e perché sappiamo di essere dalla parte della ragione.
Ai nostri compagni e alle nostre compagne va tutta la nostra solidarietà e li aspettiamo a braccia aperte, certi che la lotta continuerà anche per loro. Tutt* Liber*

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MANITUANA LABORATORIO CULTURALE AUTOGESTITO

Dietro a quei croissant c'eravamo tutt*.

Questa mattina, con il solito fare sensazionalistico, è scattata una vasta operazione di polizia in diverse città italiane: Modena, Venezia, Firenze, Bari, Torino e la Val Susa. Sono 18 le persone colpite, sette agli arresti domiciliari e dieci con l'obbligo di firma.

Al centro delle indagini sono i 3 giorni di mobilitazioni contro il G7 del Lavoro organizzato dal Ministro Poletti: uno degli ultimi colpi di coda del Governo Gentiloni.

L'obiettivo di quei tre giorni di mobilitazione era disturbare il più possibile lo svolgimento del vertice e smascherare l'ipocrisia dei governi dei 7 stati più potenti del mondo che si riunivano per accordarsi su quali nuovi strumenti di precarietà utilizzare per sfruttarci meglio. Le iniziative di quei giorni furono tante ed eterogenee, ma l'unica cosa certa è che in quei giorni in quelle piazze c'eravamo tutt*.

Ancora una volta, dunque, ci troviamo a commentare un'operazione poliziesca tutta politica, che quasi nulla ha che fare effettivamente con un'impalcatura legale o con dei fatti effettivamente commessi dalle persone indagate. Infatti l'accusa principale è quella di "non aver permesso il regolare svolgimento del vertice" e, all'interno dell'ordinanza, si legge che le persone sotto processo sarebbero “facinorosi” (cit.) ed una serie di altri epiteti che trovano abitualmente casa nei racconti della polizia italiana.

Ma la cosa più grave è che per costruire un'accusa politica la colpa di queste diciotto persone sarebbe di essere “istigatori e coordinatori” che “con la loro semplice presenza” fungerebbero “da avvallo” agli altri manifestanti “galvanizzando i materiali esecutori”. Di conseguenza ritorna il vergognoso teatrino del “concorso morale” semplicemente per aver partecipato a un corteo in cui ci sono stati scontri. Altre persone sono accusate di aver parlato con qualcun* che poi, qualche minuto dopo, sarebbe stat* riconosciut* nel tentativo di sfondare un cordone di polizia, addirittura alcun* che si trovavano “nelle retrovie”, secondo gli inquirenti, lo facevano per svolgere “un’opera di supervisione e controllo”, quando invece si trovavano davanti erano lì “a mo di incitamento e garanzia”.

Tutto ciò farebbe quasi ridere se non fossero in ballo le vite e la libertà di 18 persone a cui va tutta la nostra vicinanza e solidarietà. Tutto ciò farebbe ridere se non fosse l'ennesimo attacco esplicito e tutto politico alla libertà di dissenso.

Liber* tutt*, liber* subito.

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SI - STUDENTI INDIPENDENTI

SOLIDARIETA' AGLI ARRESTATI PER IL G7

Questa mattina un’operazione di polizia diffusa tra Modena, Venezia, Torino, Firenze, Bari, Roma e la Val Susa, ha coinvolto 17 persone in misure cautelari come obblighi di firma e arresti domiciliari.
L’operazione riguarda le giornate di opposizione al G7 sul lavoro di fine settembre 2017.
In occasione del summit che coinvolse ministri delle grandi potenze mondiali migliaia di persone manifestarono per tre giorni contro un mondo del lavoro sempre più precario e schiavizzante.
Contro il Jobs Act e il ministro Poletti, contro l’alternanza scuola lavoro e la disoccupazione in aumento giovani, studenti, lavoratori/trici sfilarono per le strade di Torino e Venaria (sede del summit) per denunciare le contraddizioni di un mondo del lavoro che crea solo sfruttamento ai più e profitti per pochi.
La continua diminuzione di tutele e garanzie sul posto di lavoro, i ricatti lavorativi e le prestazioni gratuite di lavoro erano alcune delle novità introdotte dal governo Renzi.

A seguito di quelle giornate dopo quasi due anni arrivano decine di misure cautelari che imputano tra i tanti reati anche quello di essere semplicemente presenti in piazza e perciò potenzialmente pericolosi e istigatori al disordine.

In quelle piazze c’eravamo tutti/e! I tentativi di criminalizzare il giusto dissenso sociale non ci faranno arretrare di un passo!
Solidali e complici!

 

 

CSOA GABRIO

Questa mattina è arrivata la notizia di diverse misure cautelari (sette domiciliari e dieci obblighi di firma) a danno di compagn* accusat* per le giornate di contestazione al vertice del G7 sul lavoro tenutosi a Torino a fine settembre 2017.
Vogliamo esprimere la nostra totale solidarietà a chi sta subendo sulla propria pelle questa ingiustificata repressione, compagn* con i/le quali in quell’occasione, e non solo, la piazza l’abbiamo condivisa anche noi.
In quei giorni la città era blindata, gran parte del centro era inaccessibile perché dichiarato zona rossa.Intere parti di città messe sotto sequestro per permettere ai ministri del Lavoro dei 7 paesi più potenti del mondo di decidere sul nostro futuro, glorificando le loro idee su lavoro e industria tra le sicure mura della Reggia di Venaria.

Inammissibile restare a guardare.

Ci siamo quindi contrappost* alle chiacchiere che uscivano dai loro salotti elitari, riappropriandoci delle strade che avrebbero voluto negarci, riversandovi le nostre idee, i nostri corpi e le nostre proposte, nonostante il clima di repressione e censura.
In quei giorni in strada c'erano tantissime persone, dalle generazioni più giovani, quelle che più di tutte verranno toccate dalle politiche liberiste portate avanti dai governi e proposte dal grande capitale industriale e finanziario, così come i tanti e le tante lavoratori e lavoratrici che da anni vedono ridursi in modo drastico diritti e salari.

Le accuse giunte oggi risultano inconsistenti e hanno tutta l’aria di essere solo l’ennesimo tentativo di intimidire chi non si tira indietro e continua a contrastare le leggi dannose decise da poch* per la vita di tant*.

Che sia il decreto Poletti, Minniti o Salvini, ci troverete sempre dalla stessa parte: quella delle piazze animate dalle compagne e dai compagni che come noi non si stancheranno mai di far sentire la propria voce.

SOLIDALI e COMPLICI!
LIBER* TUTT*!

Le compagne e i compagni del CSOA Gabrio

 

SAPIENZA CLANDESTINA

NOI GIGANTI, VOI SETTE NANI.
Operazioni di polizia contro attivisti sociali in diverse città italiane. C'è anche una studentessa romana che partecipò alla manifestazione studentesca contro il G7. Questo procedimento si somma ad altri in cui la procura persegue delle persone per la semplice partecipazione a delle manifestazioni.
Un procedimento tutto politico che prova a colpire compagne e compagni a ridosso del campeggio di lotta e al festival Alta Felicità in Val di Susa.
Libere tutte, liberi tutti!

 

CENTRI SOCIALI DEL NORD EST

Questa mattina la questure di Torino, di Venezia e di altre città d’Italia hanno portato a termine una serie di arresti ed emesso diverse misure cautelari nei confronti di 17 persone coinvolte nelle proteste contro il g7 tenutosi alla Venaria (Torino), nel 2017.

Esprimiamo la nostra vicinanza tutte e tutti gli/le arrestati di questa mattina.

Se un organismo come il g7 è ormai totalmente delegittimato, non rimane che la repressione per tentare di difenderlo.

L'appuntamento della Venaria venne definito come il "g7 crescita e sviluppo". Basta questo titolo per capire la perversione che guida alcuni tra i governi più potenti al mondo. Nel momento in cui sarebbe necessario decrescere e tagliare le produzioni climalteranti, la loro priorità è quella di continuare a crescere, come se la crisi climatica non fosse già qui.

Dove va lo sviluppo targato g7 o g20 che sia? Va forse nella direzione di una maggiore giustizia internazionale? No, da decenni, in Italia e nel mondo, si  taglia ovunque la ricerca tranne laddove essa sia piegata a fini militari. Non è dunque lo sviluppo della pace a cui si mira in queste riunioni governative, ma al perpetuarsi di un'economia di guerra e di violenza.

Serve forse, il g7, a mettere in piedi strategie transnazionali per la diffusione della giustizia sociale e per la difesa dei territori? Tutto l'opposto, i grandi della terra si trovano (commissariati dai poteri finanziari) per decidere di tagli al welfare, di precarizzazione del lavoro e di uno sviluppo territoriale legato a doppio filo alla costruzione di infrastrutture e grandi opere inutili, dannose per l'ambiente e per le comunità territoriali.

Questa operazione sembra inoltre colpire una parte attiva di quelle proteste che stanno animando la scena nazionale e globale, che si stanno dando proprio sul tema della giustizia climatica e ambientale. E che vanno, dunque, nella direzione totalmente opposta e avversa a quelli che sono i piani di sviluppo della governance, green o fossile che siano.

Per tutte queste ragioni, ribadiamo con orgoglio di essere stati parte della contestazione al g7 della Venaria, di continuare a far parte di tutte le lotte moltitudinarie che fortunatamente animano il pianeta e chiediamo la liberazione immediate delle nostre compagne e dei nostri compagni.

Jacopo Libero.

Tutte libere. Tutti liberi.

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POTERE AL POPOLO - TORINO

Questa mattina Torino si è svegliata con l’ennesima manovra repressiva: 7 arresti domiciliari e 10 obblighi di firma. L’operazione riguarda tutto il territorio nazionale, ma ha il suo epicentro nella nostra città dove sono stati notificati 9 atti per fatti risalenti al G7 di Lavoro, Industria e Scienza tenutosi a Torino del 2017, colpo di coda di un governo Renzi che di lì a poco avrebbe pagato il prezzo delle sue politiche contro i lavoratori.
La scelta di tenere un vertice su quei temi proprio a Torino, una città dove il lavoro è sempre più povero e precario, non poteva non scatenare una reazione. L’imponente dispositivo di sicurezza che paralizzò la città per tre giorni, non fu però sufficiente ad impedire manifestazioni e iniziative culminate nel corteo verso la Reggia di Venaria, sede dell’incontro finale dei “potenti della terra”, dove migliaia di lavoratori, studenti e precari sono stati pesantemente caricati e gasati dalle forze dell’ordine.
In una fase in cui il declino delle condizioni di vita delle classi popolari sembra inarrestabile, la repressione è l’unica arma di cui dispongono per zittire le voci più critiche e gestire questo processo. Un’onda che parte da Minniti, ministro durante quel vertice, e che oggi compie un ulteriore salto di qualità con Salvini. Infatti quello che più sconcerta sono le motivazioni, non legate a fatti o reati, ma connesse al “ruolo” che secondo gli inquirenti ricoprirebbero gli accusati: spunta il famoso “concorso morale”, si cerca di colpire le idee più che i fatti concreti che sono accaduti. Una strategia già vista all’opera contro i compagni tornati dal Kurdistan, a cui non vengono contestati atti specifici, ma il fatto che le loro parole e il loro esempio potrebbero spingere altri a ribellarsi. Come la vicenda di Carola Rackete ci insegna, occorre punire tutti coloro che si ribellano alle regole imposte dall’alto, che forzino un confine per salvare decine di migranti dal mare o che organizzino conflitto e resistenza sui nostri territori.
Esprimiamo pertanto la nostra solidarietà agli attivisti colpiti dalle misure restrittive di questa mattina, e la necessità di costruire una prospettiva di rottura sia nei confronti del governo che della finta opposizione del Pd, che saldi la solidarietà contro la repressione alla lotta per un nuovo modello di sviluppo che metta al centro gli interessi degli sfruttati.

 

OPERATORI SOCIALI AUTORGANIZZATI PERUGIA

COMUNICATO DI SOLIDARIETA'

Questa mattina in diverse città italiane sono scattate le operazioni di polizia che hanno sottoposto a misure restrittive, 7 arresti e 10 obblighi di firma, alcuni dei partecipanti delle iniziative di contestazione in occasione del G7 tenutosi alla Venaria nel settembre 2017.
In quell'incontro, che si svolgeva molto esplicitamente proprio in una reggia, si sarebbe discusso delle nuove strategie rispetto alle politiche del lavoro, dei principali 7 governi del mondo. Il nostro era il Governo Renzi del Jobs Act e della Buona scuola.
Per l'occasione migliaia di persone presero parte alle iniziative di mobilitazione durante le giornate del vertice, tra cui "Tantissimi giovanissimi, molti alla loro prima manifestazione, hanno preso parola a partire delle proprie condizioni di vita, parlando di un futuro negato e dell’angoscia davanti a un lavoro che nel nostro paese è ormai diventato semplicemente un ricatto senza alternative. Accanto a loro sindacalismo di base, facchini, lavoratrici dei servizi, persone intrappolate nel meccanismo delle false coop che hanno sfilato portando, per una volta, in piazza il proprio quotidiano sfruttamento."
Le condizioni di vita che vediamo peggiorare ogni giorno stanno a dimostrare la legittimità delle motivazioni che spinsero lavoratori, precari, studenti e disoccupati a scendere in piazza in quelle giornate; alcuni di loro oggi si vedono condannati agli ennesimi provvedimenti liberticidi da parte degli organi di polizia ed a loro va tutta la nostra solidarietà e complicità.
A chi ci vuole succubi delle politiche, portate avanti da questo governo come da quelli che lo hanno preceduto, che ci obbligano ad una vita dove sfruttamento, disparità sociali e devastazione del territorio continuano ad essere la normalità, rispondiamo che la normalità è per noi quella di lottare per ottenere un esistenza migliore per la nostra gente.
Ogni iniziativa della macchina repressiva, come quella di stamani, non ci darà che maggior determinazione per lottare ancora più forte.
Liberi-e tutti-e!

Osa Pg

 

NOI RESTIAMO TORINO

Apprendiamo la notizia dell'arresto di 17 persone che hanno partecipato alle manifestazioni del G7 del settembre 2017. I denunciati sono sottoposti a misure pesantissime: sette arresti domiciliari e dieci obblighi di firma. L’operazione di polizia si focalizza sulla città di Torino e la Val Susa ma non solo, sono colpiti attivisti anche di Modena, Venezia, Firenze, Bari e Roma.

Durante la due giorni del G7 abbiamo contestato le riforme di massacro sociale attuate dai vertici europei e dal governo PD (Renzi) negli ultimi anni: riforme che hanno distrutto i diritti dei lavoratori, hanno smantellato la scuola e l’università pubblica e hanno strappato progressivamente il futuro alla nostra generazione costretta alla disoccupazione, alla precarietà e all’emigrazione forzata nei paesi del centro-nord dell’Unione Europea. Un G7 dedicato all'industria, alla scienza e al lavoro, allora come oggi continuiamo a criticare il folle modello che le potenze mondiali perseguono, in cui la tecnologia si accompagna alla disoccupazione di massa - soprattutto giovanile - , il lavoro è precario e la scienza sottoposta agli interessi del grande capitale.

Sono stati due giorni di lotta, di iniziative e di ragionamento collettivo nelle strade, nelle scuole e nelle università.
La repressione che ormai contraddistingue ogni tipo di attivismo politico e sociale non si è fatta attendere. Il decreto Minniti prima e il decreto Salvini e Salvini bis adesso cercano di far abbassare la testa a chiunque si organizzi contro politiche scellerate che fanno gli interessi soltanto delle lobby industriali e finanziarie europee.

Contro la repressione e la criminalizzazione delle lotte sociali, noi in quella piazza c'eravamo tutti!

Solidarietà a tutti gli attivisti e le attiviste arrestati/e!
Tutti/e liberi/e!

 

OCCUPAZIONE CORSICA

SULLE MISURE CAUTELARI DEL G7 A TORINO.

Hanno un bel scrivere i giornali di oggi sulla solita regia occulta dei centri sociali in merito ai disordini avvenuti a Torino nel settembre del 2017: per uno dei due indagati della nostra città si scomoda addirittura la fantasiosa definizione di “Leader di Autonomia Diffusa Firenze”. Il tutto volto a giustificare le misure cautelari che a due anni di distanza dai fatti contestati trovano in realtà ben poche motivazioni plausibili. Pare a noi che di occulto in quelle giornate di lotta ci sia infatti ben poco: stiamo parlando del G7 del lavoro e chiunque non legga questo comunicato sdraiato sulla prua di uno Yacht non farà certo fatica ad immaginare le motivazioni per cui tanti giovani hanno scelto in quelle date la via della contestazione, hanno scelto di mettersi in gioco e hanno deciso che una sfilata non era sufficiente. Durante quelle tre giornate di settembre in vari momenti i compagni e le compagne si sono fronteggiati con le guardie: cariche, inseguimenti, arresti e lacrimogeni non hanno fermato la determinazione di chi ha capito che abbiamo sempre meno da perdere e sempre di più da strappare alla controparte. Sarà proprio il corteo degli studenti durante la seconda giornata a superare infatti i cordoni della celere ed entrare così nella zona rossa. I giovani, dunque, contro i potenti della terra e la loro sempre più vergognosa ristrutturazione del mondo del lavoro: non è difficile per noi capire da che parte stare. Non lo deve esser stato nemmeno per i due ragazzi di Firenze che oggi vengono accusati di aver partecipato agli scontri di quelle giornate. Tondo si trova al momento ai domiciliari, mentre Toni ha l’obbligo di firma quotidiano. Quale che sia stata la loro condotta, a loro e agli altri 15 compagni colpiti dalla repressione, va tutta la nostra solidarietà e la nostra complicità.

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DYNAMO DORA RUGBY

SOLIDARIETÀ a chi è stato/a colpito/a dall'ennesima operazione repressiva che si è abbattuta sulla nostra città - e non solo - questa mattina, mettendo agli arresti domiciliari 7 persone più altre 10 con obblighi di firma.

SOLIDARIETÀ a chi in quelle giornate di contestazione al G7 del lavoro, invece di far finta di niente e voltarsi dall'altra parte, ha scelto di andare a rovinare la festa ai diretti responsabili dell'immiserimento delle nostre esistenze, dell'impoverimento di milioni di vite.

Sicuri/e più che mai di essere dalla parte giusta

TUTTI/E LIBERI/E!!!

 

 SPAZIO GUERNICA MODENA

BENEFIT SPESE LEGALI PER GLI ARRESTATI

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CPA FIRENZE SUD

 

IL VOSTRO "LAVORO" SI CHIAMA SFRUTTAMENTO e PRECARIETA', LA VOSTRA "LEGALITA" è REPRESSIONE, RAZZISMO e GUERRA A CHI NON ABBASSA LA TESTA!
?Tutte e tutti liberi/e, da Firenze a Torino! ?

Oggi nei confronti di 17 compagni e compagne è scattata una vasta operazione di polizia per le contestazioni al G7 del lavoro voluto dal ministro Poletti - proprio quello del Jobs Act - svoltosi nella Reggia di Venaria a Torino, nel settembre del 2017.
In un momento in cui tanto si parla di legalità, questo è l’ennesimo esempio di come lo Stato vada a colpire chi lotta e si organizza nel tentativo di combattere lo stato di cose presenti e di costruire un’alternativa a questo sistema. Per quanto ci riguarda, crediamo sia oggi più che mai necessario dire con chiarezza che, nonostante il clima politico e culturale stia legittimando accuse e provvedimenti sempre più autoritari e liberticidi, verso i quali è giusto e importante non abbassare la guardia, il piano che ci interessa è quello della determinazione, della volontà e della legittimità di lottare, scegliere e prendersi le responsabilità di contrapporsi a tutto ciò che è ingiusto, illegittimo, indecente. Nei quartieri, su una nave in mezzo al mediterraneo, davanti ai cancelli di uno stabilimento o di fronte ad una scuola, è giusto lottare, disobbedire, violare leggi ingiuste, decreti razzisti e classisti, circolari ministeriali o diktat padronali.
Come sempre con questo castello accusatorio si tenta di criminalizzare singoli individui nel tentativo di delegittimare pratiche collettive di lotta che non si allineano alle compatibilità di questo sistema. Purtroppo per loro però laddove ci sono lotte, organizzazione e condivisione si creano anche legami di solidarietà capaci di dare forza a tutti quelli che non si piegano alla rassegnazione ad un modello di sviluppo vecchio,decrepito e ingiusto. Pertanto come compagne/i del CPA-Fi*Sud vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà agli/alle arrestati/e, rendendoci disponibili sin da subito per aiutare concretamente i compagni e le compagne colpiti, nella nostra città come a Torino e nel resto del Paese. Pratichiamo e diffondiamo solidarietà concreta e militante. Con la volontà di dire al nemico che pensa di poterci isolare e schiacciarci, che nessun@ verrà lasciato solo, e che non finisce certo qui.
Tondo Libero, Toni Libero. Tutti e tutte libere.

CPA Firenze Sud

CRONACHE RIBELLI

Vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà a chi ieri è stato arrestato o indagato per i fatti del G7 di Torino del 2017.
Come al solito si reprimono i soggetti individuali, gli spazi di aggregazione e le realtà di movimento che cercano di denunciare attivamente le contraddizioni di un sistema economico, politico e sociale che ovunque nel mondo produce diseguaglianza, sfruttamento, oppressione, povertà, collasso ecologico.
Lo si fa in un preciso momento temporale e con una totale sproporzione degli strumenti repressivi. Lo si fa cercando per l'ennesima volta di stereotipare persone e soggetti, dando in pasto all'opinione pubblica una precisa chiave di lettura degli eventi e una lente deformante attraverso cui leggere le dinamiche di piazza ma soprattutto le cause che portano le persone a mobilitarsi per determinate cause.
Siamo sicuri che sul piano legale l'impianto accusatorio presto si dimostrerà un castello di sabbia.
Sul piano morale è evidente che chi lotta per gli interessi collettivi è già pienamente assolto dalla storia.

CENTRI SOCIALI MARCHE

 

Oggi è stato scritto l'ennesimo capitolo della storia repressiva che da sempre colpisce i movimenti e chi pratica opposizione sociale nel nostro paese.

Torino, Bari, Modena, Venezia, Firenze e la Val Susa sono state teatro di una vasta operazione di polizia che questa mattina ha portato all'arresto di 18 persone, disponendo dieci obblighi di firma e sette di reclusione domiciliare. Le misure repressive si riferiscono a quanto accaduto nel settembre del 2017 a Venaria, alle contestazioni che videro protagoniste migliaia di persone contro il G7 "presieduto" dall'allora ministro Poletti. Un vertice su lavoro, industria e scienza, di una di quelle organizzazioni sovranazionali senza più alcuna legittimità, che continuano a promuovere politiche di sfruttamento e impoverimento su scala globale.

La torsione autoritaria che in questi mesi sta assumendo tinte sempre più fosche e contorni sempre più netti va oramai avanti da anni e si scarica sistematicamente contro chi si oppone alla devastazione e al saccheggio dei diritti, dei territori e delle libertà fondamentali. 

Alle compagne e ai compagni colpiti va tutta la nostra solidarietà e complicità. 

Libere tutti.

 

ROSSO PINEROLESE

 

SOLIDARIETÀ AI COMPAGNI DI ASKATASUNA

Rosso Pinerolese esprime la propria solidarietà ai 17 compagni e compagne dell’Askatasuna di Torino e di tutte le diverse realtà antagoniste che sono stati sottoposti, per l’ennesima volta, a incredibili misure cautelari da parte della magistratura torinese, per reati che si suppone siano stati commessi due anni fa al G7 a Venaria.E’ evidente inoltre, dalla scelta dei compagni colpiti, l’intenzione di cercare di ostacolare l’organizzazione del Festival Alta Felicità in programma nei prossimi giorni in Val Susa. Rosso Pinerolese esprime la sua viva preoccupazione per il sempre più evidente tentativo di restringere gli spazi di libertà in Italia, come dimostrano i Decreti sicurezza voluti dal governo, che inaspriscono in modo vergognoso le pene per reati tipicamente contestati a chi lotta: blocchi stradali, occupazioni di stabili, forme di solidarietà ai migranti. La sensazione che queste misure siano applicate per reprimere esclusivamente iniziative di Sinistra, atte cioè a difendere i principi dell’uguaglianza e della solidarietà per i più deboli, è molto forte. E questo preoccupa ancora di più. L’accanimento tutto politico della magistratura torinese contro il movimento No Tav e gli spazi sociali auto organizzati è un fatto sotto gli occhi di tutti.Tutta la nostra solidarietà sempre verso chi combatte ogni giorno per un mondo e una società migliore, contro lo sfruttamento e le disuguaglianze sociali, la precarietà, le condizioni di lavoro e di vita indegne, per i diritti delle donne, per la casa, per la difesa dei territori, per i diritti dei migranti, contro ogni forma di fascismo e razzismo!
Pinerolo, 5 Luglio 2019

 

LABORATORIO POLITICO ISKRA

LO STATO REPRIME ANCHE D’ESTATE

Nelle ultime 24 ore, compagni e compagne di Torino, Roma, Venezia, Modena, Firenze e Bari sono stati raggiunti da arresti domiciliari e obblighi di firma per le manifestazioni contro il G7 del Lavoro che si svolse nel capoluogo piemontese. Al contempo continuano gli attacchi repressivi contro i lavoratori e le lavoratrici della logistica, delle cooperative, del sindacalismo di base e in particolare del SiCobas.

Il clima repressivo continua a rafforzarsi nel paese, con un costante riferimento alla retorica della sicurezza che – in piena continuità tra un governo e l’altro, senza far caso a posizioni politiche di facciata – colpisce e reprime qualsiasi avanguardia, qualsiasi forza che si autodetermini nel paese. Lo fa sia con i mezzi della magistratura che con i manganelli della celere, corpi pienamente integrati nel capitalismo come agenti di protezione e mantenimento dello stesso – che, nel frattempo, traballa sempre più vistosamente.

A distanza di due anni, la repressione dello Stato colpisce i compagni e le compagne che contestarono il G7 del Lavoro che il ministro Poletti volle tenere nella Reggia di Venaria. Erano gli ultimi rantoli del governo renziano che, da apparentemente imbattibile, sarebbe definitivamente esploso qualche mese dopo. Tra il 29 e il 30 settembre 2017 migliaia di manifestanti, di studenti e studentesse, di lavoratori e lavoratrici del sindacalismo di base – facchini, lavoratori/trici dei servizi, ecc – sfilarono tra le strade di Torino e di Venaria, denunciando le responsabilità politiche di coloro che ci hanno privato e ci privano di un futuro per soddisfare i padroni e le loro lobby.

Casi esemplari sono quelli di Italpizza a Modena, Finiper a Cremona, delle Tintorie di Prato e così via. Aziende in cui la continuità produttiva è assicurata dalla presenza costante di un reparto della celere e da un crescendo di cariche, pestaggi e lacrimogeni. Il tutto sparato addosso a lavoratori e, soprattutto, lavoratrici che lottano per conquistare condizioni di vita e di lavoro dignitose. Questo mentre, nel Sud, le grandi multinazionali – Mercatone Uno, Whirlpool, Archelor-Mittal – fuggono dopo aver razziato territori e finanziamenti.

Questo accade mentre l’attuale governo, al netto della propaganda elettorale e ricorrendo a una costante distrazione di massa che sfrutta qualsiasi argomento – dalle Olimpiadi meneghine alla Sea Watch – per distrarre il pubblico, opera in continuità con i predecessori del PD. Lo fa, da una parte, con le modifiche delle leggi della rappresentanza e lasciando a Cgil-Cisl-Uil, alleate storiche dei padroni e della repressione, il monopolio della titolarità anche nei luoghi e nelle categorie di lavoro in cui sono minoritarie. Dall’altra parte, si preserva il coacervo di evasione, di infiltrazioni criminali e di sfruttamento e di ricatto della forza-lavoro del sistema di appalti e subappalti delle cooperative.

Saremo sempre solidali e complici con chi prende coscienza, si auto-organizza e, dai luoghi di lavoro alle periferie, dai disoccupati agli occupanti casa, dai territori del Sud e del Nord, decide di prendere posizione contro questo sistema. Liberi tutti e tutte!

 

ANPI SEZ.68MARTIRI GRUGLIASCO

L'ANPI Sez.68Martiri Grugliasco esprime solidarietà ai compagni sottoposti a misure cautelari per contestazioni a Torino e Venaria durante il G7 del 2017. La sezione ANPI di Grugliasco ritiene questi provvedimenti espressione di volontà repressiva verso il dissenso in quanto tale e nell'ottica di indebolire future contestazioni. Le compagne e i compagni tutti si stringono in un abbraccio e si rafforzano nell'opporsi a chi calpesta la Costituzione e distrugge il futuro, facendo credere il contrario. Ora e sempre resistenza..

ANPI Sez.68 Martiri Grugliasco

 

CSA VITTORIA MILANO

Inviamo la nostra massima solidarietà ai compagni e alla compagne colpiti da provvedimenti giudiziari per le cariche poliziesche in occasione del G7 a Venaria Reale. Denunciamo l'attacco repressivo tutto politico di questo governo, nel suo ruolo di cane da guardia degli interessi della classe al potere, che ha bisogno di annullare ogni opposizione e di criminalizzare ogni dissenso che si esprima contro le politiche antiproletarie xenofobe e razziste del governo nero/giallo lega/5stelle. E' inoltre molto interessante sottolineare, dal punto di vista dell'analisi dell'evoluzione dei processi repressivi, la volontà specifica di costruire un castello persecutorio con il recupero di reati associativi quale il concorso morale, l'istigazione e l'individuazione di fantomatici "leader" e responsabilità politiche complessive che esplicitamente impongono l'inversione dell'onere della prova e che sono uno strumento efficace per comminare condanne senza alcun sostegno oggettivo dal punto di vista probatorio. Ma questa è la legalità borghese con la quale pensano di poter riportare all'interno dei paletti delle compatibilità capitalista i movimenti di lotta che stanno attraversando l' Italia, con una particolare attenzione repressiva alle lotte nei magazzini della logistica. Crediamo che il tema della repressione debba essere uno dei temi politici del prossimo sciopero generale nazionale per una giornata di lotta unitaria che metta fianco a fianco i lavoratori in lotta. gli studenti, i movimenti di occupazione delle case e chi si batte contro le politiche razziste xenofobe sessiste. Solidarietà ai compagni e alle compagne arrestati per il G7 ! Solidarietà con chi lotta!

 

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