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Articoli filtrati per data: Monday, 03 Giugno 2019

Mentre a Roma tutte le più importanti cariche dello Stato festeggiavano il 2 Giugno con l'ordinaria parata delle forze armate, a Cagliari mille persone sono scese in piazza contro l'occupazione e le esercitazioni militari che si tengono sull'isola.

Cagliari - Domenica 2 Giugno una importante manifestazione ha attraversato le strade di Cagliari. Partendo da Piazza dei Centomila il corteo si è mosso fino al Comune. Le forze dell'ordine all'imbocco di via Roma hanno provato a fermare il corteo e hanno spintonato i manifestanti. Il corteo è andato avanti superando divieti e provocazioni delle forze dell'ordine. 

Al corteo si è arrivati dopo una recente mobilitazione, tenutasi venerdì mattina al Porto di Cagliari, dove gli attivisti hanno contestato la presenza della nave saudita Bahri Tabuk. Il cargo trasportava materiale bellico ed è arrivato a Cagliari dopo essere stato cacciato da Marsiglia. Domenica il corteo lanciato dal movimento antimilitarista A Foras è stato partecipato da una composizione eterogenea, dalle associazioni fino a Non Una di Meno.

Nelle ultime settimane in diversi porti europei, in particolare Genova e Marsiglia, ci sono state delle mobilitazioni dei lavoratori portuali e della cittadinanza contro il commercio e il trasporto marittimo di armi militari. Le navi che avrebbero dovuto caricare armi per sostenere il conflitto yemenita hanno trovato di fronte a loro l'opposizione di molte persone che hanno bloccato i carichi.

Il territorio sardo ospita da tantissimi anni insediamenti militari della Nato e numerose esercitazioni belliche. L'ultima in ordine cronologico è stata l'esercitazione internazionale "Joint Stars 2019" che ha visto l'utilizzo di migliaia di uomini delle forze armate, mezzi militari via aria, mare e terra ed esercitazioni a fuoco che hanno replicato scenari di guerra in Sardegna. Per i governi di tutti colori politici queste esercitazioni sono sempre stati una necessità irrinunciabile. L'attuale Ministro Trenta è sulla stessa lunghezza d'onda. Dalla conferma degli F35 alle esercitazioni militari il ministro cinque stelle si è dimostrata pienamente in continuità con le politiche passate.

Poligoni, insedimenti ed esercitazioni belliche hanno anche profonde conseguenze sulla salute dei militari e dei civili che vivono in Sardegna. L'utilizzo e lo smaltimento di materiale radiottativo comportano tumori e malattie. Il movimento antimilitarista sardo chiede da anni la dismissione e la bonifica delle aree militari. 

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Sul comportamento inqualificabile tenuto venerdì a Fiumicino dal Ministero dell'Interno e dall'arma dei carabinieri

Il corpo di Orso, Tekoşer, Lorenzo Orsetti, è ora nelle mani dello stato italiano. Preso in consegna dall'Arma dei Carabinieri all'Aeroporto di Fiumicino il 31 maggio, trasferito all'Ospedale del Verano per volere della Procura di Roma, sarà sottoposto ad accertamenti legali nelle prossime ore.

Il silenzio delle autorità circa le tempistiche della sua consegna alla famiglia non permette per ora a quest'ultima di confermare la data della cerimonia funebre, durante la quale Lorenzo verrà sepolto al cimitero di San Miniato. Per questo anche la data della veglia di saluto pubblico a Orso, che era stata ipotizzata per domenica 9 giugno a Rifredi, non può essere per ora confermata in via definitiva.

Il comportamento dei Carabinieri venerdì a Fiumicino, che hanno impedito con dei sotterfugi al presidio di accoglienza di salutare il compagno caduto, assieme alla laconicità della procura di Roma sulle tempistiche del trasferimento a Firenze, non ci possono in tutta onestà far escludere il fine politico di non agevolare, con comunicazioni tardive e contraddittorie, una partecipazione di massa alla veglia per Lorenzo.

Questa partecipazione, forse, sarebbe per qualcuno disturbante. La scelta di Lorenzo scompagina la retorica dominante della politica odierna. Incarna ciò che più è indigesto per i poteri dominanti del mondo e dell'Italia di oggi: la scelta di battersi per la libertà e per un mondo diverso, unire i popoli e sconfiggere l'ignoranza, ribellandosi all'ingiustizia.

Questo campo - il campo della sepoltura e degli onori popolari a Lorenzo - si prefigura perciò come un campo di lotta. Ci rivolgiamo allora a tutti voi. Ci rivolgiamo alle realtà sociali, civili e culturali, alle strutture politiche organizzate. Abbiamo una responsabilità, la responsabilità di un saluto. È urgente, imprescindibile e necessaria una mobilitazione di tutte e tutti verso Firenze. Una mobilitazione che deve iniziare ora sul piano della comunicazione e, non appena le tempistiche si schiariranno, su quello dell'organizzazione e partecipazione.

Essere presenti a Firenze è un dovere per tutti e tutte, non per qualche delegazione di rappresentanza. Dove siete? Dove siamo? Uniamoci per ringraziare Lorenzo! Non permettiamo a nessuno di allontanarci da Lorenzo!

Nulla è più importante del rispetto per i caduti. Tutto perde di significato senza di esso. Là dove ci sarà silenzio, prendiamo parola. Là dove l'autorità remasse nel torbido, denunciamo l'abuso.

Alziamo ovunque le nostre voci verso Firenze. Alziamo ovunque le nostre voci verso Lorenzo.

Combattenti italian* Ypg-Ypj

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