ssssssfff
Articoli filtrati per data: Wednesday, 10 Aprile 2019

Benjamin Netanyahu sarà, a meno di sorprendenti evoluzioni politiche, anche nei prossimi quattro anni primo ministro di Israele. Alla guida del Likud, in una coalizione composta da diversi partiti xenofobi, identitari e ultraortodossi, ha sconfitto nelle elezioni di martedì il principale avversario Benny Gantz.

"L'unica democrazia del Medio Oriente", come amano definirla gli amanti dell'apartheid sionista, avrà di fronte a sè altre stagioni di involuzione identitaria e di repressione nei confronti della popolazione palestinese. L'assedio nei confronti della Striscia di Gaza e il furto ininterrotto dei territori della Cisgiordania da parte dei coloni rimarranno consuetudine delle politiche del complesso istituzionale-militare israeliano.

Non che le alternative fossero così migliori. Delle varie posizioni dei candidati potete farvi un'idea qui. Il generale Benny Gantz, sconfitto da Netanyahu, è un ex volto di Tsahal, l'esercito sionista. In campagna elettorale si è vantato di aver contribuito a riportare alcune parti di Gaza al periodo dell'età della pietra. Scompaiono di fatto i laburisti, entrano in parlamento ma con pochi seggi i partiti rappresentanti la comunità arabo-israeliana.

Il voto delle minoranze è stato fortemente messo in discussione dallo stesso Likud, il partito di Netanyahu. Uno scandalo è scoppiato per la scoperta di centinaia di telecamere posizionate nei seggi delle regioni ad alta densità abitativa degli arabi-israeliani, in un chiaro intento intimidatorio.

L'affluenza elettorale della minoranza araba è stata molto bassa, in un chiaro segnale di sfiducia verso il complesso istituzionale del paese, segnato in profondità da gerarchie etniche. I più di 250 morti ad opera di Israele nei confronti dei partecipanti alle Marce del Ritorno al confine di Gaza dell'ultimo anno sono la prova tangibile della volontà politica israeliana.

Del resto, un simile avvitamento in chiave identitaria, xenofoba e ortodossa dal punto di vista religioso era assolutamente preventivabile. La legge su Israele stato-nazione del popolo ebraico, che dall'anno scorso de facto legalizza la superiorità etnica degli ebrei sulla popolazione araba e le altre minoranze in termini di diritti, aveva arato il terreno per la riconferma di Netanyahu.

Il prossimo governo sarà ancora più a destra del precedente, dato che xenofobi e ultraortodossi diventano decisivi per la stabilità della coalizione di governo. E' facile che Netanyahu, già sotto tiro della magistratura israeliana per una serie di accuse di corruzione nei suoi confronti, sarà tenuto continuamente sotto scacco dalla peggiore feccia sionista, istituzionale ed extraparlamentare.

Molto probabilmente, Netanyahu dovrà affrontare battaglie importanti nei confronti dell'Iran e dei suoi alleati, riemersi a nemico giurato americano. Gli USA di recente hanno riconosciuto ufficialmente i Guardiani della Rivoluzione di Teheran come corpo terroristico, in una mossa che avrà l'effetto di aumentare ulteriormente le tensioni nell'area. Dopo il riconoscimento di Gerusalemme a capitale d'Israele e quello della sovranità dello stesso Israele sul Golan, Netanyahu ha ottenuto da Trump l'ennesimo regalo che ora, con la sua riconferma, dovrà portare a frutto. Al prezzo di chissà quanti morti..

Informazioni aggiuntive

  • notizia Live normale

Introduzione al tavolo FORMAZIONE E GIOVANI all'interno della 2 giorni TRACCE. Territorio - Autonomie - Conflitti che si svolgerà a Cosenza il 13 e 14 aprile 2019

 

L’investimento capitalistico prende la formazione come importante avamposto per la sua ristrutturazione e riproduzione. Il costo di queste è scaricato verso il basso, sui soggetti in formazione, ormai senza nemmeno una promessa-menzogna emancipativa. Produrre troppo, pagare troppo, per avere poco in cambio in termini di libertà, possibilità, risorse per la riproduzione materiale della propria esistenza. 
Dai tradizionali luoghi di formazione (scuole, università) questa ipotesi si dispiega anche su terreni “nuovi” come quello della formazione attraverso il campo della comunicazione, i social network e agenti formativi privati e non istituzionalizzati che oggi hanno molteplici forme e scopi (formazioni lavorative, master, corsi di aggiornamento) e creano l’idea di una formazione-senza-fine. In questo panorama uno dei terreni di indagine è sicuramente quello della tecnologia, usata in funzione di un rafforzamento del controllo, del merito e dell’impoverimento soggettivo. 

Conoscere il nemico, capirne il funzionamento e liberarci di vecchie formule che non tornano più è uno dei passaggi da fare.  Ipotizzare dei nodi da attaccare, riconoscere le forme implicite e nuove di rifiuto e possibile conflitto per farlo esprimere è uno dei primi obiettivi del lavoro che vogliamo cominciare. 


A questo scopo proponiamo alcune domande che possono guidare in parte il nostro lavoro.

Quali sono oggi i campi della formazione, cioè quelli dove il capitalismo investe per la formazione di una soggettività aderente ai fini sistemici? Quali sono oggi gli agenti formativi?

Oggi le istituzioni formative ricoprono il ruolo di mediatori fra investitori e utenza, dove l’investitore accumula occupando spazi della riproduzione abbandonati dall’istituzione. Quali sono questi spazi della riproduzione e della formazione occupati? Dove gli investitori accumulano? Come attaccarli?

Quali fattori, interni ed esterni agli istituti formativi, intervengono nella definizione dello studente tipo e a quali ruoli sistemici e funzioni gli è chiesto di rispondere e adattarsi?

Il valore della merce sapere è inflazionato. Eppure c’è una forte concorrenza per competere sul mercato acquisendo competenze, conoscenze, capacità. Ci ritroviamo ad avere a che fare con dei soggetti in continua formazione che acquistano a caro prezzo una merce di poco valore, e sono stressati nella ricerca di valorizzazione. Come rapportarci a questa realtà e a queste soggettività per cercare di rompere questo meccanismo?

Come analizziamo il ruolo della tecnologia nella formazione? Come quello della comunicazione e dei social network? 

Quali sono i comportamenti di rifiuto della componente giovanile contro il panorama formativo proposto? Quali sono le possibilità di organizzazione?

13 APRILE Ore 16  Chiostro San Domenico, piazza Tommaso Campanella, Cosenza

 

Informazioni aggiuntive

  • notizia Live normale

Infoaut 2017 - Facciamo Movimento per il Movimento infoaut 

Licenza Creative Commons

});})(jQuery);