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Articoli filtrati per data: Tuesday, 26 Marzo 2019

Di seguito l'appello che lancia la manifestazione del prossimo 30 Marzo a Verona, da parte della Rete Non Una di Meno. Per 3 giorni, dal 29 al 31 Marzo, cortei, dibattiti, performance ed altre iniziative si opporranno alla vergognosa iniziativa nota come Congresso Mondiale delle Famiglie, occasione per sessisti, razzisti e (neo)fascisti di tutto il mondo di esprimere le loro deliranti e infami teorie sul ruolo della donna all'interno dell'attuale sistema di produzione e riproduzione (e di sfruttamento). Tutt* a Verona! In calce anche indicazioni per raggiungere il capoluogo scaligero con treni e bus.

VERONA CITTA' TRANSFEMMINISTA
Sotto il nostro occhio

Nella famiglia patriarcale eteronormata si produce e riproduce un modello sociale gerarchico e sessista: è il luogo dove si verificano la maggior parte delle violenze di genere ed è il dispositivo che riproduce la divisione sessuale del lavoro e dell’oppressione. Inoltre, la famiglia è uno strumento ideologico utilizzato per scopi razzisti, quando è utilizzato per sostenere la riproduzione dell’identità nazionale dalla pelle bianca.

Per questo ribadiamo che la libertà di autodeterminazione delle donne e di tutte le soggettività LGBT*QI+ non può prescindere dalla libertà di movimento delle e dei migranti. La violenza dei confini si esprime sui territori e sui corpi delle persone che li attraversano.Questa idea di famiglia sarà il cuore del Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families, WCF) che si svolgerà a Verona il 29, 30 e 31 marzo 2019 e per questo le femministe e le transfemministe di Non Una Di Meno insieme ad altri movimenti italiani e internazionali occuperanno con rabbia, determinazione e favolosità la città.

Il congresso sarà co-organizzato dall’amministrazione locale e patrocinato dalla “Presidenza del consiglio dei ministri – ministero per la famiglia e la disabilità”, e dalla Regione Veneto. Vi prenderanno parte il ministro dell'Interno Matteo Salvini, il ministro per la famiglia e la disabilità Lorenzo Fontana, il ministro dell’istruzione Marco Bussetti, il senatore della Lega Simone Pillon. In questi nomi noi riconosciamo i principali promotori della violenza eteropatriarcale e razzista e della sua istituzionalizzazione. A loro, e a tutti quelli che con loro si riuniranno in nome dell’oppressione e dello sfruttamento, noi opporremo la forza di un movimento transnazionale di liberazione.

A dispetto della retorica sui valori e la vita umana, gli attacchi all’aborto e l’apologia della famiglia portata avanti da questi signori del patriarcato sono legati all’organizzazione complessiva della società fatta di violenza e oppressione. Dietro la rivendicazione ideologica della nazione bianca si nasconde un razzismo istituzionale che riproduce continuamente lavoro migrante da sfruttare all’interno dei confini che dichiarano di voler difendere. Dietro l’appello alla famiglia naturale c’è la violenza: l’eterosessualità obbligatoria contro la libertà sessuale delle donne e delle soggettività LGBT*QI+ che rifiutano di riconoscersi nelle identità prescritte e nei ruoli sociali imposti.

Ci opponiamo ad ogni tentativo di subordinare le donne al ruolo di cura all’interno della famiglia e alla maternità come destino. Anche il mondo della scuola e della formazione risente di questi attacchi catto-fascisti a causa dell’allarmismo fomentato, anche a livello istituzionale, dalle narrazioni che descrivono i bambini come vittime di una presunta “ideologia gender”, traducendosi in forti limitazioni, se non vere e proprie censure, alla circolazione di saperi che criticano la riproduzione di gerarchie di genere e riconoscono la libertà delle differenze.

Sappiamo che il Congresso Mondiale delle Famiglie è una delle difese scomposte di fronte alla potente sollevazione globale delle donne che sta facendo saltare un ordine basato su coercizioni, sfruttamento e gerarchie.

Arriveremo a Verona forti dello sciopero femminista che cresce e si espande: l’8 marzo in centinaia di migliaia abbiamo occupato le piazze e le strade del mondo, incrociando le braccia e disertando i luoghi dello sfruttamento e della violenza patriarcale, per prendere parola contro il razzismo e l’oppressione, per urlare la nostra libertà dalle imposizioni di genere e dalla famiglia eteropatriarcale come istituzione oppressiva. Il femminismo e il transfemminismo che abbiamo messo in campo vanno oltre le identità e le loro codificazioni, transitano negli spazi e nella società per creare nuove forme di lotta, procedono per relazioni più che per individuazioni e attraversano ogni aspetto di una mobilitazione che è globale.

Lo sciopero femminista ha svelato il nesso tra violenza etero-patriarcale, razzismo e sfruttamento: portando in piazza la nostra libertà e la nostra forza collettiva l’8 marzo abbiamo spezzato quel nesso. Non Una di Meno è un movimento femminista e transfemminista perché partendo dalla messa in discussione delle relazioni di potere, delle gerarchie e dalla lotta contro la violenza maschile sulle donne e di/del genere ha saputo colpire ogni aspetto della violenza sistemica. Con la nostra lotta abbiamo mostrato che sessismo, sfruttamento, razzismo, colonialismo, fondamentalismo politico e religioso, omo-lesbo-transfobia e fascismo sono legati e si sostengono l’uno con l’altro.

Il femminismo e il transfemminismo di questo movimento partono dalla libertà e dall’autodeterminazione di ciascuna soggettività per costruire processi collettivi di lotta e di liberazione che investono la riproduzione della società.In questo momento sono sotto attacco tutti i diritti conquistati dalle lotte delle donne: il divorzio, l'aborto e la riforma del diritto di famiglia. A questa ondata reazionaria, rispondiamo con la forza delle rivendicazioni del nostro Piano femminista contro la violenza maschile sulle donne e tutte le forme di violenza di genere (qui: https://nonunadimeno.files.wordpress.com/2017/11/abbiamo_un_piano.pdf?fbclid=IwAR0iCeC-zeofYFlDQXs6sCCze70dB09H52rTTlpF9aBu1wVPwxwcYvSs6ws).

Siamo la marea femminista, transfemminista, antirazzista e antifascista che inonderà Verona aprendo spazi di liberazione a partire dalla forza globale del nostro sciopero femminista.

GIÙ LE MANI DAI NOSTRI CORPI E DAI NOSTRI DESIDERI

Non una di meno rivendica:
* Che la scuola e l’università diventino i luoghi primari di contrasto alle violenze di genere: fuori le associazioni no gender e spazio all’educazione alle differenze, sessuale e di genere!
* Che sia avviata una formazione continua di figure professionali coinvolte nel percorso di fuoriuscita dalla violenza delle donne, come insegnanti, avvocati e avvocate, magistrati e magistrate, educatori ed educatrici di chi lavora nei media e nelle industrie culturali, per combattere narrazioni tossiche e promuovere una cultura nuova.
* Che la formazione prosegua nel mondo del lavoro contro molestie, violenza e discriminazione di genere, con l’obiettivo di fornire strumenti di difesa e autodifesa adeguati ed efficaci.
* Consideriamo la salute come benessere psichico, fisico, sessuale e sociale e come espressione della libertà di autodeterminazione. Siamo contro la patologizzazione delle persone trans e la riassegnazione sessuale coatta per le persone intersessuali.
* Sappiamo che l’obiezione di coscienza nel servizio sanitario nazionale lede il diritto all’autodeterminazione delle donne, vogliamo il pieno accesso a tutte le tecniche abortive per tutte le donne che ne fanno richiesta.
*Rivendichiamo la garanzia della libertà di scelta e che la violenza ostetrica venga riconosciuta come una delle forme di violenza contro le donne che riguarda la salute riproduttiva e sessuale.
* Siamo contrarie alle logiche securitarie nei presidi sanitari: riteniamo inadeguati e dannosi interventi di stampo esclusivamente assistenziale, emergenziale e repressivo, che non tengono conto dell’analisi femminista della violenza come fenomeno strutturale e vogliamo équipe con operatrici esperte.
*Rivendichiamo un welfare universale, garantito. Vogliamo la creazione di consultori che siano spazi laici, politici, culturali e sociali oltre che socio-sanitari. Ne promuoviamo il potenziamento e la riqualificazione attraverso l’assunzione di personale stabile e multidisciplinare.
*Incoraggiamo l’apertura di nuove e sempre più numerose consultorie femministe e transfemministe, intese come spazi di sperimentazione (e di vita), auto-inchiesta, mutualismo e ridefinizione del welfare.
*Rivendichiamo un salario minimo europeo, un reddito di autodeterminazione incondizionato e universale come strumenti di liberazione dalla violenza eteropatriarcale dentro e fuori i luoghi di lavoro.
*Contro il regime dei confini e il sistema istituzionale di accoglienza, rivendichiamo la libertà di movimento e un permesso di soggiorno europeo senza condizioni svincolato dalla famiglia, dallo studio, dal lavoro e dal reddito.
*Vogliamo la cittadinanza per tutti e tutte, lo ius soli per le bambine e i bambini che nascono in Italia o che qui sono cresciute pur non essendovi nati.
*Critichiamo il sistema istituzionale dell’accoglienza e rifiutiamo la logica emergenziale applicata alle migrazioni.
*Siamo contro la strumentalizzazione della violenza di genere in chiave razzista, securitaria e nazionalista.
*Vogliamo spazi politici condivisi femministi e transfemministi.
*Sappiamo che le violenze sui territori colpiscono anche noi e ci opponiamo alla “violenza ambientale” che si attua contro il benessere dei nostri corpi e gli ecosistemi in cui viviamo, costantemente minacciati da pratiche di sfruttamento.--------------------------------------------------


INSIEME SIAM PARTITE, INSIEME TORNEREMO,
NON UNA - NON UNA - NON UNA DI MENO!

Da tutta Italia, in molte si stanno organizzando per andare insieme verso Verona!


? PULLMAN VERSO VERONA

da ALESSANDRIA: https://www.facebook.com/nonunadimenoalessandria/photos/a.249645052131552/617076468721740/?type=3&theater
da BOLOGNA: https://www.facebook.com/nonunadimenobologna/photos/a.608319559378500/1025798457630606/?type=3&theater
da FANO: https://www.facebook.com/events/1934777903291165/
da FIRENZE: https://www.facebook.com/events/404540656761921/
da GENOVA: https://www.facebook.com/nonunadimenogenova/photos/a.1849891895280996/2274955216107993/
da MODENA: https://www.facebook.com/events/2306329169624276
da NAPOLI: https://www.facebook.com/events/842191062807776/
da PAVIA: https://www.facebook.com/events/342161809750231/
da PIACENZA: https://www.facebook.com/events/411003276377769/
da PISA: https://www.facebook.com/events/1038033403073764/
da RAVENNA: https://www.facebook.com/events/404993273660203/
da REGGIO EMILIA: https://www.facebook.com/events/409272636569708/
da RIMINI: https://www.facebook.com/events/416677652416284/
da ROMA: https://www.facebook.com/events/345228439430898/
da SIENA: https://www.facebook.com/events/160522214852300/
da TORINO: https://www.facebook.com/events/1968117196630172/
da TRIESTE: https://www.facebook.com/events/320381092015309/

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? IN TRENO VERSO VERONA

da BERGAMO: https://www.facebook.com/events/687424201659734/
da BRESCIA: https://m.facebook.com/events/2024493551177238/
da MANTOVA: https://www.facebook.com/events/335280763795880/
da MILANO: https://www.facebook.com/events/1283670548478831/
da PADOVA: https://www.facebook.com/events/305836590114890/
da TREVISO: https://www.facebook.com/events/427727054667388/
da VENEZIA: https://www.facebook.com/events/1268725463290432/
da VICENZA: https://www.facebook.com/events/1290675717749100/
da TRENTO : https://www.facebook.com/events/254487058764465/

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Le urne si avvicinano. C'è bisogno di mostrare i muscoli, soprattutto se si rischia, dopo circa un decennio, di perdere le elezioni.

Per questo il primo ministro sionista Netanyahu ha dato l'ordine di bombardare Gaza, dopo aver per l'ennesima volta pianto i rischi portati al suo paese dalla striscia di terra più militarizzata e controllata al mondo.

E dopo poche ore dall'ennesima farsa di diritto internazionale. Quella che ha visto gli Usa del fedele alleato Trump riconoscere la sovranità israeliana sulle alture del Golan, contro alcuna norma internazionale e con la sola volontà di provocare. Dopo lo spostamento dell'ambasciata Usa a Gerusalemme e il riconoscimento della stessa Gerusalemme a capitale di Israele.

L'ennesima farsa in cui una potenza coloniale, che ogni giorno fa il bello e il cattivo tempo in territori occupati militarmente, piange quando il suo regime di apartheid viene sfidato. Intanto a Gaza si continua a morire.

Per il blocco israelo-egiziano e per la repressione ai danni degli uomini e le donne che lottano nell'ambito delle Marce per il Ritorno. Altre due persone, Abdel Karim Shatat e Munir Harara, sono cadute la scorsa settimana, portando a 225 le vittime complessive da quasi un anno a questa parte. Migliaia i feriti.

Sette invece sono quelli provocati da un razzo probabilmente lanciato da Hamas vicino Tel Aviv nella giornata di ieri, che ha condotto alla “reazione” israeliana. Una reazione tutta orientata a guadagnare qualche consenso elettorale. Che ovviamente non ragiona di fine del blocco che cinge Gaza e che manda in rovina la sua popolazione, di diritti per la popolazione palestinese di Gaza e Cisgiordiania, nemmeno dello stop agli spari dei cecchini su persone disarmate come quelle cadute venerdì scorso al confine tra la Striscia e il territorio israeliano.

Netanyahu, che si trovava appunto in visita negli Usa, ha dichiarato pomposamente alla stampa che sarebbe subito tornato in patria. Non per considerazioni elettorali, ma per “difendere Israele”. Israele però ha già ammazzato trenta persone dall'inizio dell'anno tra Gaza e Cisgiordania. Da cosa andrebbe difeso?

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