ssssssfff
Articoli filtrati per data: Tuesday, 05 Novembre 2019

Passano le settimane e la normalità sperata dal Governo non vuole giungere. Questo lunedì, migliaia di persone sono tornate a riunirsi nella Plaza Italia di Santiago per continuare con le manifestazioni popolari che in tutto il paese già vanno verso la loro terza settimana.

Anche se alcuni speravano che la mobilitazione non avrebbe contato su tanta gente come le volte precedenti, il punto d’incontro è tornato a riempirsi e non è stato privo della brutale repressione poliziesca.

I gruppi delle Forze Speciali, questa volta sono avanzati da sud verso nord per l’Avenida Vicuña Mackenna, cominciando a reprimere i manifestanti facendo uso di lacrimogeni e carri che lanciano liquido mischiato a sostanze tossiche non dichiarate.

La manifestazione, da parte di coloro che hanno partecipato, si è svolta in modo pacifico fino a quando gli uomini in uniforme hanno represso irrazionalmente e sproporzionatamente la folla.

Foto: Osvaldo Tello B.

4 novembre 2019

Resumen Latinoamericano

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca: “Chile. Arrancó la tercera semana de la justa protesta popular” pubblicato il 04/11/2019 in Resumen Latinoamericano, su [http://www.resumenlatinoamericano.org/2019/11/04/chile-arranco-la-tercera-semana-de-manifestaciones/http://www.resumenlatinoamericano.org/2019/11/04/chile-arranco-la-tercera-semana-de-manifestaciones/] ultimo accesso 05-11-2019.

 

Informazioni aggiuntive

  • notizia Live normale

Il calciatore del Brescia Mario Balotelli non è uno che, nella vita, si tira indietro. Soprattutto contro il razzismo e i razzisti.

Il numero 45 delle Rondinelle ha scelto i social per tornare sui fatti di domenica 3 novembre,  con gli insulti razzisti che lo hanno bersagliato durante la partita di calcio tra Hellas Verona e Brescia, partiti dalla curva scaligera e ai quali ha risposto tirando rabbiosamente il pallone.

“Qua amici miei non c’entra più il calcio, state facendo riferimento a situazioni sociali e storiche più grandi di voi, piccoli esseri. Qua state impazzendo ignoranti… Siete la rovina. Però quando Mario faceva, e vi garantisco farà ancora gol per l’Italia vi stava bene vero? Le persone così vanno ‘radiate’ dalla società, non solo dal calcio. Basta mandare giù ora, basta lasciare stare”. 

Queste le parole di Balotelli su Instagram, dopo che la società dell’Hellas Verona ha detto di “non aver percepito che ci siano stati insulti”. Sulla stessa linea il sindaco di Verona, Federico Sboarina, che accusa anche Balotelli di aver “messo alla gogna il buon nome della città”. Da segnalare infine che uno dei referenti della curva sud scaligera, ma soprattutto coordinatore per il Nord Italia del partituncolo neofascista forza nuova (e tra le mille cose pure ex candidato sindaco…a Brescia), luca castellini, ha ottenuto un altro quarto d’ora di…celebrità, sostenendo in un’intervista radiofonica che “Balotelli non potrà mai essere del tutto italiano”.

Le voci raccolte da Radio Onda d’Urto

L’intervista a due voci con il giornalista Guido Caldiron, esperto di estrema destra e autore martedì 5 novembre dell’articolo “Calciala ancora, Balo!” uscito su “Il Manifesto” e Giulia Siviero, di Non Una Di Meno Verona. Ascolta o scarica

Luca Pisapia, giornalista  del quotidiano “Il Manifesto” e autore del libro “Uccidi Paul Breitner” (Alegre Edizioni) dedicato proprio al calcio-business, di oggi…e di ieri. Ascolta o scarica

Alessandro Colombini, redattore di “Minuto SettantottoMinuto Settantotto . Ascolta o scarica

 

da radiondadurto.org

Informazioni aggiuntive

  • notizia Live normale
in varie

Ulteriori persecuzioni da parte del tribunale di Torino contro i No Tav più attivi.

Questa mattina le forze dell'ordine hanno notificato a Mattia e a Giorgio un aggravamento delle misure cautelari legate alle iniziative di protesta contro il G7 sul lavoro di Venaria.

Entrambi, dopo un periodo passato ai domiciliari, avevano avuto la commutazione della misura cautelare in obbligo di firma. Adesso ritorneranno agli arresti domiciliari con le restrizioni.

L'aggravamento delle misure è stato giustificato dal GIP con la loro partecipazione alla marcia No Tav del 27 luglio nel contesto del Festival Alta Felicità.

In quell'occasione, a pochi giorni dalla comunicazione del premier Conte di voler andare avanti con i lavori di costruzione dell'Alta Velocità, il movimento No Tav aveva deciso di convocare una gita in Clarea per mostrare la devastazione ambientale provocata dal cantiere ai molti che erano giunti al Festival dalla valle e da tutta Italia. Il movimento aveva dichiarato limpidamente che sarebbe arrivato fino al cantiere e che non avrebbe accettato sbarramenti o zone rosse da parte della Prefettura e della Questura. In effetti è stato così, dopo aver abbattuto il cancello posizionato per impedire il transito sul sentiero verso la Clarea, un corteo tranquillo e determinato di decine di migliaia di persone ha sfilato fino a raggiungere il "mostro" e circondarlo.

Una giornata che ha dimostrato, ai molti che davano per sconfitto il movimento, la vivacità e la voglia di lottare dei No Tav, nel contesto di un Festival Alta Felicità che è stato un momento di dibattito e comunicazione importante su alcuni dei temi urgenti del nostro domani quali l'ambiente e la crisi climatica.

A migliaia dunque i No Tav si sono riversati su quei sentieri e a migliaia hanno condiviso quell'obbiettivo dichiarato e pubblico. Le telecamere della Digos e dei giornalisti però avevano già scelto (con il loro ridicolo atteggiamento persecutorio e la loro spasmodica ricerca della figura dei "cattivi") su chi concentrarsi. Negli atti che sostengono l'aggravamento delle misure gli incitamenti che provenivano da tutto il corteo nei confronti di chi stava lavorando "alla moda No Tav" per tirare giù il cancello, diventano ordini se espressi dalla bocca di Mattia e Giorgio. Tutto questo è ridicolo, in una situazione in cui ancora una volta ad essere evidenziata non è la commissione materiale di un reato, ma l'atteggiamento di partecipazione alle sorti dell'iniziativa.

Se lo stato d'eccezione in cui operano i tribunali e la questura in Val Susa è fatto ormai acclarato da tempo, l'accanimento che viene messo in campo verso alcuni dei No Tav più attivi dimostra la volontà scientifica di provare a farne un esempio per chiunque non si attenga alla norma. Ma se pensano di ridurre all'ordine in tal modo un movimento che da trent'anni attraversa con la stessa determinazione e senza esitare i sentieri della valle si sbagliano di grosso.

C'eravamo, ci siamo e ci saremo!

Giorgio e Mattia liberi subito!

Informazioni aggiuntive

  • notizia Live normale

Infoaut 2017 - Facciamo Movimento per il Movimento infoaut 

Licenza Creative Commons

});})(jQuery);