ssssssfff
Articoli filtrati per data: Friday, 01 Novembre 2019

Washington ordina e Madrid s’inchina. Leggere per credere. Avrei dovuto partire la mattina del 31 ottobre per Cuba, con il volo Air Europa delle 10,30.

Avevo ricevuto un invito dalla Rete degli intellettuali, artisti e movimenti popolari in difesa dell’umanità, per partecipare al Convegno antimperialista, organizzato dall’Istituto Cubano di amicizia fra i popoli, che inizia il 1° dicembre. Avevo fatto il check in online, e pagato la valigia in più con la carta di credito. Avevo ricevuto la carta d’imbarco fino a Madrid e prenotato il posto fino a Cuba.

Dopo aver pagato trasporto e imballaggio dei bagagli, mi dirigo allo sportello. Mi dicono che prima devo pagare il visto per entrare a Cuba, lo faccio e torno per spedire i bagagli. Solo a quel punto vedo l’impiegato leggere perplesso la scritta sul monitor: accesso negato. Nessuno sa spiegarsi perché. Arriva la responsabile, telefona a Madrid. “Deve chiamare Washington”, le rispondono.

Lei rimane basita, però compone quel numero. Dopo un certo tempo, le dicono che a Cuba non ci posso andare “perché gli Stati uniti proteggono le proprie frontiere”. Gli impiegati trasecolano. Trasecolano anche allo sportello dei visti, ma il foglio della prenotazione negata che mi faccio dare parla chiaro: “Pax ckin inhibiten by Usa authorities. Pax Cannot leave”.

Telefono alla mia avvocata. Ci ricordiamo che era già accaduto a un altro giornalista, attivo nella solidarietà a Cuba: gli indesiderati non possono neanche sorvolare i cieli sotto dominio degli Stati Uniti. Sicuramente c’entrano i miei trascorsi politici di ex guerrigliera, ma questo avrebbe potuto avere un senso se avessi fatto scalo in Nordamerica. E poi, mi hanno ridato il passaporto e i diritti da molti anni, esercito la professione di giornalista. Inoltre avrebbero potuto avvertire prima, al momento del pagamento, della prenotazione eccetera eccetera.

Intanto, i soldi del biglietto sono andati in fumo. Impossibile, ormai, presenziare al convegno: con grande soddisfazione di quanti, anche a sinistra, s’impegnano nel silenziare le voci scomode. Impossibile cambiare compagnia: tutte quelle che sorvolano i cieli nordamericani ripeterebbero lo stesso scherzetto. Impossibile anche cambiare itinerario a meno di non avere il portafoglio pieno.

Quando Washington ordina, l’Europa s’inchina. Non è successo così con le sanzioni al Venezuela? “E’ gravissimo – dicono i lavoratori dell’aeroporto. Di questo passo, dove andremo a finire?”

Geraldina Colotti

Informazioni aggiuntive

  • notizia Live normale

Riceviamo e pubblichiamo una video-inchiesta svolta dal collettivo Plateforme d’Enquêtes Militantes durante la terza Assemblea delle Assemblee dei Gilets Jaunes tenutasi dal 28 al 30 giugno 2019 a Montceau-Les-Mines. Il contributo, sottotitolato in italiano, è un utile strumento per introdursi all'interno del processo organizzativo che si sta sviluppando in Francia a partire dal movimento ormai annuale dei Gilet Jaunes. Di seguito l'introduzione al video scritta da PEM  e la video-inchiesta.

 

Il documentario che state per vedere ci permette di restituire il clima della terza Assemblée des Assemblées dei Gilets Jaunes tenutasi nel mese di luglio a Montceau-les-Mines. Oltre a fornirci un’istantanea sul movimento dei Gilets Jaunes, il documentario ne mette in prospettiva il suo percorso, indagando alcune delle sue rivendicazioni principali oltre che le sue forme organizzative e di lotta.

L’attenzione è rivolta principalmente a tre temi che ci sono sembrati importanti per indagare la composizione dei gruppi di Gilets Jaunes presenti all’Assemblée des Assemblées: il tema della democrazia diretta (la sua realizzazione su scala locale, regionale e nazionale), la convergenza con le lotte sul lavoro e infine quella con le lotte ecologiche e contro la dismissione e la privatizzazione dei servizi pubblici.

Si tratta di materiali utili a sviluppare, anche in Italia, una discussione sulla sequenza di movimento in corso. Li pubblichiamo nei giorni in cui si svolge la quarta Assemblée Des Assemblées prevista dal 1 al 3 novembre a Montpellier a due settimane appena dal primo anniversario del movimento. Il 17 novembre dello scorso anno, infatti, con un appuntamento estemporaneo convocato tramite passaparola sui social network, i Gilets Jaunes facevano la loro prima apparizione sugli Champs Elysées per protestare contro la Taxe Carbone e l’innalzamento del prezzo della benzina.

A distanza di un anno, su scala planetaria sembra essersi aperta una nuova sequenza di lotta che sta interessando: Cile, Catalogna, Ecuador, Haiti, Hong Kong, Libano, etc. Senza ridurre a unità tutte le rispettive differenze che caratterizzano i contesti specifici di queste lotte, ci sembra tuttavia di ritrovare alcuni elementi comuni: il rifiuto di una tassa o di una misura punitiva, in effetti, assume immediatamente in tutti questi contesti carattere “generale” (è il caso dell’Ecuador, del Libano, del Cile, e di Haiti), ponendo al centro di tutte queste rivolte il costo della vita. Nello stesso tempo, ogni prospettiva di lotta sindacale e settoriale appare superata: la questione sociale è, infatti, inseparabile da quella politica. È per questo motivo che il rifiuto della rappresentanza e dello stato autoritario neoliberale vengono immediatamente articolati con l’invenzione della democrazia diretta.

Ma soprattutto, “il comune” di queste rivolte si ritrova nelle pratiche di lotta: sciopero sociale e logistico, blocco della mobilità (metro, treni, aeroporti), irruzione moltitudinaria negli spazi urbani, uso antagonista delle nuove piattaforme digitali (come nel caso di Hong Kong e della Catalogna).

Ci sembra allora che il movimento dei Gilets Jaunes abbia introdotto alcune importanti anticipazioni, esso è stato il primo su scala europea a far fronte con grande coraggio e capacità organizzativa ad alcune delle nuove determinazioni del capitalismo neoliberale.

Tornare sul momento dell’”Assemblea delle Assemblee” di Montceau Les Mines ci offre la possibilità di interrogarne alcune delle caratteristiche più importanti. Durante questo momento di discussione si sono riunite circa 300 assemblee locali di Gilets Jaunes, con 400 delegati e 300 osservatori. Lo svolgimento di quest’assemblea confermava allora una tendenza ancora presente all’interno del movimento: quella alla federazione e alla strutturazione di contro-poteri permanenti.

Attualmente, la preparazione degli scioperi di dicembre contro la riforma delle pensioni, l’emergenza delle proteste ecologiste e il tentativo di attraversamento autonomo delle elezioni municipali nei piccoli comuni da parte di alcune assemblee di Gilets Jaunes (come per esempio Commercy),  disegnano l’orizzonte politico dei prossimi mesi.

Vedremo quali prospettive emergeranno dalla quarta assemblea di questo movimento, così longevo da compiere un anno, e in quale modo si preparerà la mobilitazione prevista per il suo primo anniversario, che avrà luogo a Parigi e altrove il 16-17 novembre prossimi.

 

 

Informazioni aggiuntive

  • notizia Live normale

Infoaut 2017 - Facciamo Movimento per il Movimento infoaut 

Licenza Creative Commons

});})(jQuery);