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Articoli filtrati per data: Thursday, 10 Ottobre 2019

Lettera aperta alla cittadinanza

Lorenzo, nostro figlio e fratello, è morto il 18 marzo 2019 in Rojava combattendo a fianco dei curdi e delle forze confederate della Siria contro l'ISIS e gli ultimi resti il califfato.

La sua storia, la storia di un giovane che partendo da Rifredi, quartiere di Firenze, aveva deciso di lasciare tutto, la sua città, casa, lavoro, famiglia, amici... per sostenere il popolo curdo in questa lotta ha emozionato molte persone.

Vi scriviamo per chiedervi: volete abbandonare chi ha combattuto l’Isis?

Lorenzo è stato riconosciuto come un esempio di partigiano internazionalista e antifascista, che ha scelto da che parte stare e di schierarsi concretamente andando a combattere dove c'era bisogno di lottare per sradicare il fascismo che in quelle aree si stava affermando nelle forme dell'Isis e delle forze che lo sostengono.

Attraverso la sua scelta di vita e la sua morte ha fatto conoscere a tanti la realtà che si sta costruendo nel Rojava, nella zona nord-est della Siria, dove la democrazia che nasce dal basso, fondata sul rispetto delle diversità sociali e culturali, per una parità reale tra uomo e donna, sulla autogestione, sulla economia sociale si sta affermando.

Non tutti forse lo sanno, questa realtà si chiama Confederalismo Democratico ed è un laboratorio sociale che nasce dalle idee di Ocalan, leader curdo del PKK imprigionato da 25 anni nelle prigioni turche, senza il minimo rispetto dei suoi diritti e delle sue garanzie. È un esempio di coesistenza tra i popoli e quindi porta pace e sicurezza in un’area sociale così instabile e travagliata, scossa da attentati, conflitti, stragi...

Ora questa realtà, costruita col sangue di oltre 11.000 curdi e 36 volontari nternazionali, è minacciata e potrebbe essere distrutta.

L'esercito turco e i gruppi paramilitari che Erdogan sostiene nell'area -che non sono altro che un altro modo con cui l'ISIS prova a riproporsi- si stanno preparando ad attaccare il Rojava per eliminare la rivoluzione curda e tutto quello che rappresenta.

Questa aggressione militare turca si può ancora fermare, se c’è una mobilitazione generale.

Vi chiediamo: se abbiamo pianto per Lorenzo riconoscendo la bellezza del suo gesto davvero non vogliamo fare nulla per impedire questa nuova guerra ?

Abbiamo ancora voglia di scendere in piazza, protestare, gridare il nostro sdegno e la nostra rabbia indicando i mandanti e le colpe, mostrando la nostra voglia di un mondo più giusto e umano?

Il governo italiano prenderà posizione? E la Regione Toscana? E il comune di Firenze?

Tutto serve per fermare questa aggressione e serve ora.

Lorenzo ha combattuto a Afrin nel 2018, dove sono stati migliaia i morti causati dall'invasione turca: vogliamo continuare a sostenere Erdogan, l'esercito turco e l'Isis in questa guerra ingiusta fornendo armi con le nostre fabbriche e soldi dell’Unione Europea per non aprire il corridoio balcanico ai migranti ?

Molti hanno pianto per Lorenzo-Orso Tekoser combattente colpiti dalla sua morte, ma ora potrebbe morire nuovamente e con lui tanti giovani curdi e altri popoli che vivono nel Rojava.

Non facciamolo morire nuovamente, facendo morire gli ideali e la causa per la quale si è sacrificato.

Lorenzo ci ha mostrato che nessuna causa è così lontana e così estranea alla nostra vita e che spesso è questione di scelte.

Alessandro, Annalisa e Chiara Orsetti

 

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La lettera che Atlantia, la holding della famiglia Benetton, attuale concessionaria di Autostrade per l’Italia (anche dopo la strage di Ponte Morandi) ha inviato al ministro dello sviluppo economico, è una semplice sollecitazione al Pd, di nuovo al governo, di rispettare i consueti scambi di favori. Infatti, l’impatto delle ripetute dichiarazioni di caducazione della concessione avevano fatto perdere alla società un miliardo e 200 milioni di euro di capitalizzazione in tre giorni. E’ stata necessaria una scossa.

La famiglia Benetton in cambio dell’impegno per salvare Alitalia, chiede il rinnovo delle concessioni per la gestione di Autostrade e lo mette nero su bianco. Alitalia, in questo momento  con più di mille lavoratrici e lavoratori in cassa integrazione straordinaria, è la solita merce di scambio. Infatti Atlantia guadagna con la concessione autostradale; la partecipazione in Alitalia da parte di Atlantia è la semplice restituzione di un favore per continuare a gestire il vero tesoro, Autostrade, a suon di aumenti, rincari e zero manutenzione, ponte Morandi docet.

Il Pd ovviamente, tramite la De Micheli, dichiara di non interpretare assolutamente la questione come un ricatto! Certo, è semplicemente la richiesta di rispettare i patti…

E così, dopo che la neoministra delle infrastrutture annuncia che non ci saranno revoche alle concessioni di Autostrade, a un anno e poco più dal crollo del Ponte Morandi, Atlantia supera per la prima volta in Borsa i valori del 13 agosto 2018, giorno prima della tragedia.

Ricordiamo altri generosi regali che il Pd fece ai Benetton, come nel 2017 quando dopo il confronto con l’allora commissario Ue, si decise di allungare la concessione della rete autostradale dal 2038 al 2042, in cambio dei soldi per la gronda di Genova. Nello stesso anno il governo di Paolo Gentiloni approvò un emendamento alla legge di Bilancio che permise ai concessionari di moltiplicare i già ingenti guadagni ottenuti al casello, facendo “in casa”, con le proprie aziende, il 40% dei lavori di manutenzione (prima era il 20%) senza dover partecipare alle gare d’appalto!

Insomma, questo Pd non si smentisce mai, è sempre una certezza.

Il Partito Democratico, con il suo ritorno al governo, mostra subito i suoi tentacoli e la collusione con gli imprenditori-padroni di questo paese. Nulla cambia come ben sappiamo. Pd e Lega hanno sempre sostenuto la famiglia Benetton e la loro gestione di Autostrade, mentre il M5S se a parole dice il contrario, nella pratica continua ad avvallare le decisioni dei soliti avvoltoi.

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