ssssssfff
Articoli filtrati per data: Friday, 11 Gennaio 2019

Dopo lo sgombero del Liceo arrivano le denunce per 74 studenti del Liceo Virgilio. Il Collettivo Autorganizzato Virgilio prende parola sui provvedimenti emessi dalla Procura in questi giorni.

In questi giorni stanno arrivando denunce per danneggiamento, interruzione di pubblico servizio e invasione di edificio pubblico ai 74 studenti e studentesse identificati durante lo sgombero dello scorso 4 Novembre. Questora e Procura continuano con le loro intimidazioni verso gli studenti che hanno costruito spazi di aggregazione e di critica verso le politiche del governo. Il tentativo della Procura è quello di intimidire i giovani e di allontanarli dalla politica e dalla democrazia costruita dal basso. Il Collettivo Autorganizzato del Liceo Virgilio, dopo lo sgombero, aveva risposto con settimane dense di iniziative e mobilitazioni.

Oggi gli studenti hanno diffuso un comunicato che informa di quello che sta succendo e che riportiamo. Per le prossime settimane gli studenti si stanno già muovendo per costruire giornate di solidarietà e di finanziamento delle spese legali. 

"A partire dalla giornata del 9/01/2019 sono state notificate denunce a 8 student* identificati il 4/11/2018, in occasione dello sgombero del Virgilio occupato. Quest’avvenimento insieme con le intimidazioni subite dalle altre scuole occupate quest’anno e con l’impedimento di qualsiasi forma di protesta che non avesse come punto d’arrivo il Miur sono la dimostrazione ennesima che l’intenzione della questura sia rimasta la stessa: reprimere. Reprimere, nel nostro caso, con la minaccia di denunciare tutti i 74 studenti, 28 maggiorenni e 46 minorenni, presenti al momento dello sgombero. I capi d’accusa sarebbero quello di danneggiamento, quello di interruzione di pubblico servizio e invasione di edificio pubblico, con l’applicazione del procedimento d’ufficio e con l’aggravante (per i maggiorenni) di aver spinto minori a compiere il reato. Ci troviamo ancora una volta di fronte all’ennesima dimostrazione della volontà da parte della questura di opprimere ed intimidire le studentesse e gli studenti romani che quest’anno hanno portato avanti importanti mobilitazioni, che lottano contro la linea politica di questo governo e che cercano di creare in questa città un modello di formazione alternativo. Sulla scia di queste operazioni repressive noi ed il nostro Liceo, storicamente noto per la sua importanza nel panorama politico studentesco della capitale, veniamo duramente colpiti. Riteniamo dunque le denunce della questura come puramente politiche, e senza nessun reale fondamento.

Come Virgilio possiamo assicurare che questa vergognoso accaduto non passerà inosservato. Come non sono stati i divieti della Questura ad impedirci di scendere in piazza più volte, così non sarà di certo questa linea repressiva ad impedire a noi studenti di continuare a mobilitarci, a creare spazi di aggregazione e di dibattito autorganizzato, a gridare nelle piazze e nelle scuole che le cose devono cambiare.
Ci aspettiamo che la dirigenza e le istituzioni scolastiche prendano posizione contro le denunce arrivate agli studenti e alle studentesse della loro scuola, dimostrando di preferire come soluzione alle problematiche scolastiche un metodo ed educativo e che non richieda l'intervento delle forze dell'ordine.
Inoltre non essendo mai avvenuta un’effettiva stima dei danni riteniamo inconsistente qualsiasi accusa riguardi quest’ultimi.
Non saranno certo queste denunce ad intimidirci.
Seguiranno aggiornamenti."

Collettivo Autorganizzato Virgilio

Informazioni aggiuntive

  • notizia Live normale
in SAPERI

Oggi venerdì 11/01/19 vogliamo riprendere parola su quanto accaduto il 9 gennaio davanti alle ex fonderie modenesi.

Ritorniamo su quanto accaduto per permettere a tutti e tutte di farsi un’idea su un evento specifico accaduto nel corso di una giornata che come abbiamo già spiegato qui è stata molto significativa per noi e per la nostra memoria all’interno del territorio in cui politicamente agiamo e pratichiamo processi  di autonomia e contropotere.

Torniamo per un attimo a due sere fa. Un’artista locale del collettivo reggiano Fx si rende disponibile per eseguire un’opera artistica nei pressi del cippo che ricorda gli operai uccisi per mano della polizia di Scelba, capendo l’importanza di dare un segnale non solo di piazza ma anche artistico e quindi fortemente comunicativo accettiamo di buon grado di contribuire alla realizzazione di quest’opera.

Il disegno è preciso, chiaro e immediato, rappresenta un fotografo mentre scatta una foto con in seconda scena un poliziotto inginocchiato che spara un colpo di fucile a un operaio che cade a terra. La rappresentazione immediatamente ci coglie di sorpresa, è esattamente il messaggio che volevamo lanciare per questa giornata. Non la vuota, patetica, commemorazione a fini elettorali di fatti accaduti 63 anni fa ma il vero motivo per cui ricordiamo quelle giornate: il potere e la brutalità del capitale quando si scaglia contro chi protesta. Questo è il filo rosso che unisce i fatti del 1950 con ciò che è accaduto nel nostro territorio negli ultimi anni (pensiamo agli sgomberi delle occupazioni abitative di Sant’Eufemia oppure alle lotte davanti ai cancelli della aziende modenesi).

Il 9 gennaio, alle 8 e mezza di mattina, una pattuglia di ufficiali Digos della Questura di Modena si presenta in anticipo rispetto all’inizio della commemorazione ufficiale, nonostante questo anticipo una decina di persone è già presente sul posto. Appena i solerti agenti individuano il disegno iniziano a riprenderlo e a fotografarlo arrivando, successivamente, a strapparlo tra le prime reazioni indignate dei presenti. A chi chiede spiegazioni, oltre alla richiesta dei documenti è stato detto che ‘ l’opera era inopportuna’, solo oggi sui giornali locali abbiamo potuto leggere la spiegazione: ‘una persona che spara a civile è inappropriato per questa giornata e quindi l’abbiamo rimosso’.

Le motivazione addotte dalla Polizia di Stato le troviamo vergognose per quanto in linea con un comportamento sempre più diffuso nel nostro paese. Ciò che non è in linea con il decoro urbano e con le volontà di una presunta società civile deve essere rimosso, non è possibile a Modena rappresentare la brutalità della polizia. Qua emerge già un punto molto interessante per noi, dettato dal fatto che nella nostra città si è logorato quel velo di ipocrisia che non permetteva alla maggior parte della popolazione di poter vedere come il potere tenti di difendersi brutalmente quando viene attaccato, esattamente come accaduto 69 anni fa. Se la Polizia ha strappato quel disegno lo dobbiamo principalmente al fatto che nei mesi precedenti i video della celere, sia quelli in cui lanciavano lacrimogeni e manganellavano lavoratori e lavoratrici piuttosto che giovanissimi modenesi in piazza Mazzini il 25 aprile scorso o, ancora quelli in cui manganellano e rompono la faccia a una 17enne, sono diventati di dominio pubblico. Non era ammissibile un’opera d’arte in grado di svelare un’amara (per loro) verità: la polizia non è buona o amica, nel momento in cui protesti e rivendichi i tuoi diritti cala il manganello e vola il lacrimogeno.

Le reazioni sdegnate che si sono susseguite durante l’arco della giornata hanno creato un notevole eco che ha accompagnato anche la manifestazione serale. La libertà della street art è stata messa in discussione da un gruppo di funzionari della Questura, basterebbe solo questo per, immediatamente, associare termini specifici a tutto ciò: repressione, censura, fascismo ecc..

Per quanto ci riguarda crediamo che la street art per essere tale non si indigni di fronte alla rimozione di un’opera, anzi. Come ci hanno riferito diversi artisti locali, tra cui lo stesso che ha eseguito l’opera, il concetto di street art non è qualcosa di eterno e di immutabile ma, al contrario, vive delle stesse logiche che troviamonelle nostre strade, repressione e deliri legalitari.  Proprio grazie a quest’ultimo passaggio questa forma artistica trova terreno fertile, ad ogni colpo repressivo, per ogni disegno cancellato diventa possibile e urgente realizzarne dei nuovi, ancora più grandi e ancora più significativi. Questo è il messaggio più importante per noi, non troviamo grosse differenze rispetto a quando ci troviamo politicamente e collettivamente ad affrontare la repressione, non ci interessa certo il piagnisteo di certi pezzi politici modenesi sempre più in crisi e neanche il malcelato utilizzo di quanto accaduto per puri scopi propagandistici (ricordiamo che a breve a Modena si terranno le prossime elezioni).

Crediamo che, per il momento, l’obiettivo del 9 gennaio sia stato raggiunto pienamente.

A fronte di quanto accaduto, sabato 19 gennaio al Laboratorio S.CO.S.S.A di via Carteria 49 si terrà un’iniziativa pubblica sul tema ‘Arte Urbana e repressione’ in cui il tema verrà ampliato permettendo a tutti e tutte di comprendere la gravità di quanto accaduto ma, soprattutto la volontà intrinseca a questa forma artistica di non mollare e, anzi, di rilanciare con diversi progetti nella nostra città.

 

MOD2

 

Informazioni aggiuntive

  • notizia Live normale

Arrestati per un fumogeno acceso a gara conclusa. I 4 studenti sono stati tutti assolti perchè il fatto non sussiste. Cade l'ennesimo imbarazzante castello di sabbia della Questura.

Ricordate il Giro d'Italia dell'anno scorso ? Quello partito da Gerusalemme, tra le polemiche. Lungo tutte le tappe italiane molti attivisti hanno contestato l'evento sportivo, utilizzato come strumento di propaganda sionista. 

Ricordate l'ultima tappa che si è tenuta a Roma? Oltre un centinaio di manifestanti avevano accompagnato il passaggio dei ciclisti con cori e contestazioni. Dopo l'ultimo giro la polizia è intervenuta violentemente tra i manifestanti.

Il bilancio fu di 6 fermi, 4 arresti e diversi feriti tra gli attivisti. Digos e agenti presero a calci e pugni giovani e meno giovani. La Questura parlò di un "tentativo da parte di circa 200 persone di dirigersi in massa verso le transenne che delimitavano la zona destinata al circuito". Il pretesto dell'intervento delle forze dell'ordine fu l'accensione di un pericolosissimo fumogeno, a gara già conclusa (Qui il racconto completo di quella giornata).

Ovviamente, come spesso accade per le fantasiose ricostruzioni della Questura, era tutto falso. Gli arresti si dimostrarono mirati verso i soggetti più attivi nelle lotte sociali o verso chi stava riprendendo i fatti.

Questa mattina si è tenuta l'udienza in primo grado per i 4 arrestati, con richieste da parte del pm che arrivavano a 6 mesi di detenzione. Tutti quanti sono stati assolti dal giudice perchè il fatto non sussiste. I castelli di sabbia della Questura sono crollati, dimostrando ancora una volta gli abusi degli apparati securitari, strumentalizzati per fini politici. 

Informazioni aggiuntive

  • notizia Live normale

Infoaut 2017 - Facciamo Movimento per il Movimento infoaut 

Licenza Creative Commons

});})(jQuery);