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Articoli filtrati per data: Wednesday, 19 Settembre 2018

Un giovane giornalista che a quanto pare stava seguendo lo sgombero della foresta di Hambach è precipitato da oltre 20 metri durante un’azione poliziesca rimanendo gravemente ferito. Intorno alle 18 è morto in ospedale.

Dalle prime notizie sembra trattarsi di un compagno che segue l’occupazione della foresta come fotoreporter da parecchio tempo. La caduta sembra essersi verificata durante l’arresto di un altro attivista nello sgombero della zona “Beechtown” da parte delle forze speciali tedesche SEK. Il ragazzo, di cui ancora non si conosce il nome, è caduto da 15-20 metri di altezza attraversando un ponte tra gli alberi per avvicinarsi all’albero su cui stava avvenendo l’arresto.

La polizia tedesca ha confermato la morte del ragazzo ma nega che sia avvenuta durante un intervento. La notizia sta venendo battuta da tutti i giornali tedeschi che riferiscono di una “caduta mortale” riprendendo le parole del portavoce della polizia.
Per chi resiste a difesa dell’antica foresta di Hambach contro l’allargamento della miniera di lignite da parte del colosso energetico RWE la responsabilità della sua morte è chiaramente imputabile al brutale intervento di sgombero della polizia che sta andando avanti da 7 giorni e ha già fatto feriti e arresti.


Ha creato molto scalpore in Germania il video che inchioda svariati poliziotti mentre picchiano selvaggiamente una giovane donna che attua resistenza passiva e trasportano via un prete, impegnato a bloccare mezzi della polizia con il proprio corpo. Il violentissimo sgombero in atto è funzionale alle richieste e agli interessi della potente compagnia elettrica-industriale tedesca RWE, che richiede la deforestazione di Hambach per estrarne lignite.

I compagni hanno chiesto l’immediata interruzione delle operazioni di sgombero e espresso vicinanza alla famiglia del giornalista morto.

 In questi minuti la comunità resistente di Hambach che resiste sulle case costruite sugli alberi sta tenendo una conferenza stampa sull’accaduto nei pressi del container di Greenpeace.

 

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Pubblichiamo un resoconto del Campeggio No Tav scritto dagli studenti che ci invitano a diffonderlo.

In questi giorni al presidio di Venaus si è tenuto il campeggio studentesco notav, giovani da tutta Italia sono arrivati in Valsusa per contribuire alla lotta contro le grandi opere come la TAV. Creando spazi di socialità, iniziative e assemblee in un luogo come la Valle, vogliamo contrapporci non solo all’inutile dispendio di soldi tolti alla nostra istruzione e sanità, ma anche a quel ritmo incalzante che la società del progresso impone a noi giovani e studenti di cui è simbolo la TAV.
Come ogni anno le forze dell’ordine hanno cercato di intimidirci fin dal mattino del primo giorno, identificando a Porta Nuova e alla stazione di Susa tutti gli studenti diretti al presidio di Venaus.

Il secondo giorno siamo partiti dal campeggio di Venaus per una passeggiata nei sentieri della Valle. Tramite i boschi abbiamo raggiunto Giaglione dove un dispiegamento di Digos ha cercato di rallentarci fermando e identificando tutti gli studenti.
La passeggiata è proseguita senza farsi intimidire da questa ridicola operazione, divisi in gruppi abbiamo aggirato il cantiere da più punti per terminare alla centrale di Chiomonte con un pranzo insieme ai veterani del movimento.
La sera è un stato proiettato ‘Voci dal femminismo’, un documentario girato dai giovani notav.

La terza giornata è stata stata dedicata a un incontro con Eddie e Costanza, due compagne  tornate da poco dalla Siria del Nord che ci hanno parlato della loro esperienza.
Abbiamo deciso di organizzare questo momento seminariale perché ci sembra importante a livello studentsco discutere e parlare di quello che sta accadendo in Rojava e nello specifico della lotta delle donne e il ruolo che queste hanno avuto nel processo rivoluzionario.

L’ultimo giorno si è tenuto un secondo momento seminariale: ‘Chi siamo se non produciamo?’.
Un analisi collettiva sulle logiche di produzione e consumo che regolano la vita quotidiana.
Nel pomeriggio il presidio ha ospitato la presentazione del libro ‘Correvo pensando ad Anna’ di Pasquale Abatangelo.

La sera siamo andati alla Centrale di Chiomonte all’abituale apericena ai cancelli. Dopo aver condiviso la cena, é stato tagliato il filo spinato sopra il jesey sul ponte.
Quest’azione dimostrativa voleva rispondere alle molteplici dichiarazioni pubbliche di attuali importanti Ministri, nelle quali si ribadisce che “nessuna opera pubblica può essere fatta con il filo spinato e la polizia”.
Allora questa sera l’abbiamo tagliato noi quel filo spinato che palesa il regime militare operato dalle forze dell’ordine fin dal 2012. Vogliamo dire che non ci interessano le parole al vento di ministri come Di Maio perchè le reti e la polizia stasera c’erano e le loro dichiarazioni vuote non le taglieranno.
Chiaramente la polizia ha risposto con gli idranti ma i no tav non si sono lasciati intimidire da una manichetta d’acqua e hanno risposto con il lancio di fuochi d’artificio.

 

da notav.infonotav.info

 

 

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in NOTES

Per niente scoraggiati dai lacrimogeni lanciati sugli over 70 domenica scorsa, ad una settimana di distanza un nutrito numero di No Tav si è incamminato verso la Clarea, dopo un pic-nic alla pedana di Giaglione.

Alla curva della legna  ci si è ritrovati di fronte il  solito sbarramento ferroso con concertina, controllato da digos e polizia. In alto nel bosco altra polizia, protetta da un cavo d’acciaio per non rotolare giú.

I No Tav , oramai lo sappiamo, riservano sempre molte sorprese, infatti dal nulla è comparsa una scala che ha permesso alle donne No Tav di tagliare con tronchese il filo spinato.

Molta altra concertina è stata rimossa dal bosco, fatta a pezzetti e gettata al di la del cancello.

Questa volta la Questura ha deciso di non sprecare lacrimogeni, vista l’inutilità della volta scorsa, limitandosi ad una lunga ripresa con la videocamera (attendiamo a breve il comunicato stampa dei solerti funzionari di stato con il numero delle denunce, a loro pare piaccia giocare ad “indovina Chi” negli uffici di Corso Vinzaglio).

La giornata è terminata con una merenda al ritorno a Giaglione.

Continua quindi il nostro controllo sull’allargamento del cantiere, dopo un pernottamento di alcuni temerari No Tav la notte scorsa in Clarea.

Mercoledí 19 alle 21 riunione operativa di lotta a Venaus per le iniziative future.

Non abbassiamo la guardia, avanti No Tav!

da notav.info notav.info

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