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Articoli filtrati per data: Saturday, 14 Luglio 2018

Si è svolto oggi a Ventimiglia un numeroso corteo per chiedere il permesso di soggiorno europeo. Oltre cinquemila persone attraversano la città.

’Ventimiglia città aperta” era la chiamata per la grande manifestazione che si è mossa oggi per le vie della città, inserita in una due giorni di mobilitazione per rivendicare la libertà di movimento e un permesso di soggiorno europeo, organizzata dal Progetto 20K.

Numerose le associazioni e le organizzazioni che da tutta Italia hanno partecipato alla giornata -fra cui anche la rete di Non una di meno- e che hanno mandato un messaggio chiaro al nuovo governo e alle politiche anti-migrazione che l’Italia ha tenuto negli ultimi anni con Minniti e che ora continuano con Salvini. La protesta ha voluto ricordare anche l’importanza di condannare tutti i tentativi di incriminazione di chi ha esercitato qualsiasi forma di solidarietà nei confronti delle persone migranti da parte delle istituzioni e della polizia.index copia copia

Ventimiglia, uno dei confini italiani con la Francia più militarizzati e in cui avviene una fortissima repressione dei migranti che cercano di attraversarla, è ormai da anni una città simbolo delle lotte contro le frontiere. Anche oggi i dispiegamenti della polizia hanno tappezzato la città ed effettuato numerosi controlli e perquisizioni al momento del concentramento.

Il corteo, patito da via Tenda, ha circumnavigato Ventimiglia vecchia, passando per il centro, ed è arrivato verso le 19 nei giardini del Comune, dove continuano ancora interventi e musica. Nel percorso del corteo è stata sanzionata l’azienda Rivera, compagnia di trasporti che deporta i migranti verso il Sud e una scritta “stop deportation” è comparsa sull’asfalto. Dal palco gli interventi ricordano la volontà di organizzare delle mobilitazioni "con i migranti" e non "per i migranti" e fanno un appello a intellettuali e persone dello spettacolo, chiedendo anche la partecipazione attiva alla mobilitazione.index2

 

Informazioni aggiuntive

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Nelle carte del PM Rinaudo che hanno portato all'arresto di nove compagni e compagne e a misure cautelari per altri sei per gli scontri al corteo del Primo maggio 2017, si leggono osservazioni piuttosto particolari. Uscendo senza complessi dal perimetro giuridico ed entrando sfacciatamente in quello politico, la procura pone come elemento a carico il fatto che gli arrestati sarebbero "estranei al primo maggio e ai valori che rappresenta", prova ne è il fatto che avrebbero formato uno spezzone separato dai sindacati confederali. Lasciamo la parola ad altri su questo. Il primo testo è una presa di posizione del sindacato SI COBAS, l'altro è una lettera aperta di alcuni operai metalmeccanici e non solo, il terzo è un comunicato dell'Unione sindacale di base USB.

AI COMPAGNI DELL'ASKATASUNA E DELLO SPAZIO POPOLARE NERUDA

Questo governo dell'odio e della repressione anche oggi ha colpito.
Ha colpito i compagni dell'Askatasuna e dello Spazio popolare Neruda, sempre in prima fila a combattere contro questo putrescente sistema che per tenersi in piedi ha bisogno di esercitare la più bestiale repressione contro chi gli si oppone.
Ha colpito i compagni dell'Askatasuna e dello Spazio popolare Neruda, sempre in prima fila a combattere contro questo putrescente sistema che per tenersi in piedi ha bisogno di esercitare la più bestiale repressione contro chi gli si oppone.
Noi, lavoratori della logistica e del S.I. COBAS, siamo con voi: come sempre siete voi stati con noi, nelle lotte più difficili.

Lavoratori e compagni del S.I. COBAS TORINO


Qui sotto: - la Questura torinese contesta i fatti del Primo Maggio 2017 a Torino, quando la polizia in assetto anti-sommossa aveva impedito di entrare in Piazza San Carlo alla parte del corteo composta dalle realtà di lotta, per evitare la contestazione delle burocrazie di sindacati e partiti durante i discorsi finali dal palco ufficiale:
https://www.facebook.com/csoaskatasuna/videos/1861725677222091/

- maggio 2014: al CAAT, il mercato agroalimentare di Torino, dai cancelli bloccati la polizia in assetto anti-sommossa carica violentemente gli operai facchini autorganizzati, che resistono e continuano lo sciopero: dalla lotta al CAAT a quella alla Safim, i compagni dell'Askatasuna hanno sempre partecipato alle lotte dei lavoratori della logistica:
https://www.youtube.com/watch?v=MCIx7XP-qMI

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GIU' LE MANI DALLE PIAZZE DEL PRIMO MAGGIO GIU' LE MANI DAI MOVIMENTI

In merito all'iniziativa repressiva messa in atto la mattina del 13 luglio dalla Procura di Torino, con 15 misure di custodia cautelare ai danni di altrettanti attivisti/e e precari/e che il primo maggio 2017 conquistarono il loro diritto a sfilare nel corteo torinese, con un proprio spezzone sociale autorganizzato, respingendo il tentativo della Questura di isolare tale settore e impedirgli la presenza in piazza, ribadiamo quanto segue:

1) la piazza del Primo Maggio è dei lavoratori e delle lavoratrici, non dei vertici sindacali. Sono i lavoratori a decidere chi ha diritto di sfilare, non i questurini o i PM

2) settori sociali di giovani, precari, senza casa, migranti, sono sempre benvenuti nei cortei del movimento operaio e devono sfilare al fianco degli striscioni delle RSU. Se qualche dirigente sindacale non è in grado di misurarsi con questa realtà cambi mestiere. Le piazze sono nostre. E anche il sindacato.

Piena solidarietà a tutti gli arrestati. Fermiamo la deriva “turca” della gestione dell'ordine pubblico italiano.

PRIME ADESIONI:

Giovanni Iozzoli Rsu PFB Modena
Paolo Brini Direzione Nazionale Fiom Rsu Fiom Motovario Modena
Gianplacido Ottaviano Rsu Bonfiglioli Bologna Matteo Parlati
Paolo Ventrella RSA Ferrari
Giuseppe Violante RSA Maserati Modena
Serafino Biondo Rsu Fincantieri
Giuseppe Gommini Rsu Ducati
Pasquale Marano, Pasquale Piacquadio, Bacchelli Davide Rsu IMA
Massimo Valentini – lavoratore Filcams Modena
Venturelli Claudia – lavoratrice Suincom
Esposito Fabio, Luigi Perrella - lavoratori Civ Civ
Gualtieri Luca – Rsu Cantine Riunite Civ Civ
Gloria Bigliardi - Lavoratrice Filcams Modena
Lorena Barozzi Rsu Villani Spa

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La repressione non fermerà le lotte sociali, solidarietà ai movimenti sociali torinesi

Nazionale, 13/07/2018 17:54

L'Unione Sindacale di Base esprime la piena solidarietà al centro sociale Askatasuna ed agli attivisti torinesi colpiti questa mattina da provvedimenti repressivi. Pesanti e pretestuosi i capi di imputazione legati ad una manifestazione, quella del Primo Maggio di un anno fa, nella quale è stato più che legittimo esprimere il proprio dissenso da quei partiti e quei sindacati che in questi anni hanno calpestato i diritti del lavoro.

E' insopportabile il clima che si sta creando nel paese e che mira a reprimere tutte quelle forme di dissenso prima che esse possano trasformarsi in contestazioni di massa. La preoccupazione delle classi dirigenti e dei loro rappresentanti politici è che l'assenza di risposte alle aspettative sociali si possa tradurre in una esplicita ed organizzata opposizione sociale.

Il nostro impegno sarà proprio quello invece di favorire la crescita e lo sviluppo di un ampio movimento di lotta che ricacci indietro questi segnali di involuzione autoritaria. Un impegno che condividiamo da tanti anni anche con i compagni e le compagne di Askatasuna, per i quali reclamiamo l'immediata liberazione.

Unione Sindacale di Base

 

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