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Articoli filtrati per data: Saturday, 29 Dicembre 2018

Questa mattina nelle campagne di Melendugno diversi attivisti e abitanti della zona impegnati nell’opposizione alla costruzione al magagasdotto si sono ritrovati davanti al cantiere del Capitano che dovrebbe ospitare l’approdo dell’opera.

Le operazioni dei camion sono state rallentate dai manifestanti che hanno intensificato la propria presenza nei pressi del cantiere dopo il voltafaccia dei rappresentanti del movimento cinque stelle che avevano sposato la causa della contrarietà al TAP e alla devastazione apportata da questo affare milionario alle coste salentine. Dopo le promesse vacue e il tradimento di fatto della politica una già pesante militarizzazione dell’area e l’arroganza poliziesca provano a imporre la realizzazione dell’opera nonostante la manifesta opposizione della popolazione residente.

Da una nota della pagina facebook del Movimento si apprende che: “come al solito, alcune famiglie, madri e padri insieme ai loro bambini, sono andati a fare la loro pacifica passeggiata di protesta per manifestare contro quel mostro di imposizioni dal nome TAP. Mentre una donna era seduta per terra per dimostrare il suo attaccamento alla terra, le forze dell'ordine, bardate di tutto punto come se dovessero andare ad intercettare il peggior criminale della storia, hanno iniziato a strattonarla e a trascinarla per terra. Un attivista, intervenuto in sua difesa, inizia ad essere provocato da un uomo in borghese, il quale intima l'attivista di spingerlo e di mostrargli i documenti. Ma quando l'attivista dice "io non spingo nessuno e mi mostri lei i documenti" (ricordiamo che l'uomo era in borghese), questo viene preso con la forza e condotto in questura”.

Dal profilo Movimento NO TAP riportiamo un documento filmato dei fatti in questione.

 

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Non solo Parigi, previsti importanti concentramenti a Marsiglia, Lione, Tolosa, Lione e Bordeaux per la il settimo fine settimana di mobilitazione dei Gilet Gialli.

A dispetto di una campagna di discredito mediatico che vorrebbe una partecipazione in calo al movimento i Gilets superano il mese e mezzo di lotta, mantenendo centinaia di presidi fissi in tutto il paese e riaggiornando le proprie strategie di attacco: si evita il preavviso di grandi concentramenti, si dislocano le mobilitazioni oltre la capitale. Si tratta di durare contro una feroce repressione che ha visto cadere già dieci manifestanti, ne ha mutilato diverse decine e ne ha incarcerato centinaia. Una partita non facile ma che dimostra l’intelligenza di un movimento inventivo perché ricco e sfaccettato, impegnato a smarcarsi dai dispositivi di contenimento poliziesco per perseguire i propri obiettivi politici: mettere alle strette Macron, ottenere il Referendum di Iniziativa Civica (il cosiddetto RIC, uno strumento popolare di proposta e controllo sulle iniziative legislative dell’Assemblée Nationale) e strappare l’ottenimento delle misure di redistribuzione sociale e di taglio delle imposte.

C’è fiducia tra i gilets che dopo il delicato passaggio delle festività mirano a una forte offensiva nel mese di gennaio. Nel frattempo circolano insistenti appuntamenti per un veglione altamente “pirotecnico” sugli Champs Elysées la notte del 31. Nella giornata di oggi i primi concentramenti del mattino contano già alcune migliaia di persone a Marsiglia, dove a porte d’Aix si è unita ai manifestanti anche Priscilla Ludosky, prima firmataria dell’appello contro l’aumento delle tasse sui carburanti che ha innescato il movimento. Mentre a Parigi diverse centinaia di persone convergono verso l’Arco di Trionfo in attesa che un preciso punto di concentramento venga comunicato e con il gilet nel frattempo nascosto, per non farsi individuare dalla polizia nell’attesa delle consegne dei coordinatori del movimento. Un primo appuntamento è stato dato presso la sede dei media televisivi. Nella capitale intanto si gioca come sempre una partita importante: è stata convocata una manifestazione per il 20 gennaio in sostegno a Macron, contro le violenze dei Gilets e per il “ritorno alla calma”. L’appuntamento è stato lanciato tramite un appello su facebook lanciato da un imprenditore di Tolosa che non nasconde le sue simpatie per La Republique en Marche, il partito del Presidente.

A Bordeaux, dove la scorsa settimana si sono registrati duri scontri con la polizia, l’appuntamento per i gilets è stato dato nel pomeriggio in Place de la Bourse. Molti luoghi della città risultano già interdetti dagli agenti. A Rouen un corteo non autorizzato, che effettua soste e deviazioni improvvise giocando un po’ al gatto col topo con la polizia si sta snodando per la città. In testa una striscione che reclama l’amnistia per il gilets. Già alcuni scontri con i reparti di CRS. Vengono segnalati altri cortei a Caen, Nantes, Rennes, Mulhouse, Tarbes. Si registrano nella mattinata anche diversi blocchi autostradali, in particolare sulle arterie A7 e A9.

 

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