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 noass


Lunedì 15 Ottobre 2012 21:07

Riparte la protesta dei senza casa

  • casa_imuTornano oggi in piazza i senzacasa con un presidio che li ha visti fin dalle 9:00 di questa mattina davanti Palazzo delle Aquile, sede del comune di Palermo, protetto da uno sproporzionato schieramento di polizia e carabinieri. Una cinquantina di famiglie, insieme a componenti dei centri sociali e sindacati di base, chiedono a gran voce un’accelerazione che possa risolvere l’emergenza abitativa almeno per le famiglie che sono in lista d’attesa per una casa da tre anni, ed immediatamente la sistemazione di alcune famiglie che da quattro anni invece - sgomberato dal comune lo stabile occupato Casa Guzzetta- dimorano in albergo e pure da occupanti, visto che il comune da due anni non paga! Il presidio ha visto inoltre la partecipazione di un nutrito numero di lavoratori Gesip di cui una delegazione intorno alle 12:00 irrompe al comune e occupa il tetto dell’edificio.

    Un’importante accelerazione della protesta dei senza casa la si deve probabilmente all’ennesima tragedia consumatasi proprio all’interno di uno dei suddetti nuclei familiari che ha visto il suicidio di un uomo-che lascia una moglie e due figli- in preda alla disperazione per la totale assenza di qualsiasi garanzia lavorativa e abitativa. Di fronte alla disperazione di questa e di circa diecimila famiglie in lista d’attesa per un’assegnazione però, l’amministrazione comunale si mostra del tutto sorda, incapace e nolente verso il problema e tutto ciò che timidamente propone è la consultazione di trenta stabili confiscati alla mafia, su cui però nessun utilizzo abitativo certo è stato ufficializzato, tanto che il consigliere per le politiche sociali Ciulla ha scelto oggi l’irreperibilità come strategia di contrattazione con i senza casa! Come sappiamo in città sono centinaia gli immobili vacanti di proprietà comunale; tra palazzi storici che l’amministrazione continua a restaurare e poi a vendere a privati e quelli confiscati alla mafia l’emergenza abitativa non avrebbe motivo di esistere, se non ci fosse dietro un meccanismo speculativo che sta ulteriormente aggravando la situazione con i progetti di gentrification del centro storico che espellono le classi proletarie dai loro storici luoghi d’abitazione per fare spazio ai palazzi vetrina della città (di cui molti rimangono sfitti visti gli altissimi costi d’affitto!).

    L’indifferenza mostrata oggi dalle istituzioni comunali ci dimostra ancora una volta come il diritto alla casa vada esercitato e non soltanto reclamato e il tavolo dell’osservatorio all’emergenza abitativa che si svolgerà domattina è stato un modo per rimandare la questione e calmare i presidianti, visto che il termometro della crisi tutta interna all’amministrazione comunale, tra le proteste di Gesip, Amat, senzacasa, studenti, rischia di esplodere. Un nuovo giorno di proteste si annuncia quindi per domani se il tavolo dell’osservatorio non porterà a nulla.