By RoyUKpapayday loans

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Venerdì 30 Marzo 2012 22:26

Palermo - La casa è un diritto! Occupata intera palazzina all'Uditore

  • lumacaLa notizia è circolata solamente oggi ma risale alla notte di martedì scorso, quando un gruppo di famiglie completamente autorganizzate, ha deciso di mettere fine alla condizione di estrema precarietà di chi vive senza un tetto ed è costretto a pagare affitti da rapina ( per chi può ancora permetterselo), andando ad occupare un’intera Palazzina nella zona dell’Uditore.

    Questi appartamenti, in tutto più di una trentina, erano stati precedentemente confiscati alla mafia, ma di fatto lasciati al degrado dall’amministrazione comunale, che invece di assegnarli ai senza casa, ha preferito mantenerli sfitti ed in stato di totale abbandono.  Le famiglie hanno già avviato lavori di auto recupero, sia dei singoli appartamenti che del palazzo, riuscendo con la pratica dell’occupazione a riappropriarsi di quel reddito, costruendo un nuovo welfare dal basso, che con gli aumenti delle tasse ( il Comune ha introdotto l’Irpef e l’Imu) e la precarietà lavorativa, viene continuamente eroso, facendo impoverire ancora di più coloro che già questa crisi la stanno pagando.

    Questa nuova occupazione rappresenta un nuovo tassello della lotta che i senza casa da anni portano avanti in questa città; nella memoria dei palermitani è ancora vivo il ricordo dell’occupazione della Cattedrale di Palermo, portata avanti dalle famiglie per oltre un mese oppure altre occupazioni finite con sgomberi e repressione come la vicenda delle famiglie di Casa Guzzetta di qualche anno fa. A Palermo l’emergenza abitativa,  la mancanza di lavoro e di servizi sociali, rappresentano i problemi più gravi che affliggono il capoluogo siciliano; l’amministrazione invece di  risolvere il problema utilizzando a scopi abitativi, (invece di metterle in container come le famiglie di via Messina Montagne) ,immobili di sua proprietà decide di svenderli ai privati che con poche briciole riescono ad mettere le mani sulla città oppure nel caso dei  beni confiscati, in tutto circa un centinaio,  questi rimangono a marcire senza alcuna destinazione d’uso, salvo qualche rara eccezione.