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Martedì 06 Marzo 2012 18:18

Diecimila in piazza. Forconi e NoTav : la Sicilia si ribella!

  • Solidarietà alla Val di Susa dallo spezzone dei NoTav palermitani, bruciate cartelle esattoriali davanti la sede della Serit, tafferugli sotto il palazzo dell’assemblea regionale. Durante il corteo nel capoluogo gli ex dipendenti della Fiat di Termini Imerese, che attendono ancora la cassa integrazione,  hanno bloccato i binari della ferrovia per novanta minuti.

     

    forconi_notav Questa mattina il movimento dei Forconi è sceso nuovamente in piazza a Palermo. Oltre 10.000 da tutte le province siciliane si sono radunati nei pressi dell’Ucciardone, a piazza della Pace. Il corteo ha mostrato subito le intenzioni dei manifestanti: nessun passo indietro contro questo Stato che continua a sobillare lavoratori, disoccupati, cassintegrati e studenti con le tasse, con gli aumenti nel paniere dei beni primari, con le accise sulla benzina e, soprattutto, con le cartelle esattoriali della Serit. La Serit, l’agenzia di riscossione crediti, è stata il primo obiettivo dei manifestanti che, davanti la sede della stessa agenzia, hanno bruciato delle cartelle esattoriali invitando tutti a non pagare le cartelle, a mantenersi insolventi nei confronti di uno Stato che diventa, ogni giorno sempre più, lo strozzino che toglie il pane dalla tavola a chi già non ce la fa ad arrivare a fine mese.

     

    Al corteo del movimento dei forconi si è aggiunto uno spezzone di circa duecento NoTav palermitani, che in questi giorni continuano a rispondere alla chiamata della Val di Susa e dimostra la solidarietà di un isola che non si fa scrupoli a tenere il capoluogo in scacco, lottando contro la realizzazione di una grande opera inutile e chiedendo a gran voce la liberazione dei NoTav arrestati in tutt’Italia. Lo spezzone NoTav ha ricevuto l’appoggio dell’intero corteo che condivide appieno l’inutilità della realizzazione, e quindi della spesa, dell’alta velocità senza alcun rispetto per la volontà di chi vive il territorio che dovrebbe essere attraversato dalla Tav , quando in tutta Italia, e soprattutto in Sicilia -dove il binario della tratta ferroviaria è un binario unico (!)-  c’è la necessita di denaro, di reddito garantito, di welfare.

     

    Il corteo ha attraversato le principali vie della città dirigendosi verso la sede della Regione, minacciando di occupare la sede del parlamento siciliano se il presidente della regione, Lombardo, non avesse accettato una contrattazione sulle rivendicazioni del movimento che, partendo della defiscalizzazione della benzina, alla stabilizzazione dei braccianti agricoli alla demolizione di sistemi di commercio monopolistici a favore di un commercio sostenibile a piccola scala, arriva fino alla creazione di un sistema di ammortizzatori sociali credibili e di un vero proprio sistema di welfare reale. Giunto sotto la sede dell’Ars il corteo è stato bloccato dai cordoni delle forze dell’ordine e, solo dopo forti momenti di tensione, si è ottenuto di mandare una delegazione a colloquio con il presidente dell’Ars Francesco Cascio. Nel frattempo dal camion i leader della protesta minacciano un accampamento permanente sotto la Regione in attesa che le richieste vengano prese in considerazione.