Nella mattinata di ieri genitori ed insegnanti si sono dati appuntamento davanti alla ripartizione dell’istruzione pubblica per organizzare un sit in di protesta contro i tagli all’istruzione previsti dalla finanziaria. Questi tagli vanno a colpire le cattedre degli insegnanti di sostegno che, venendo cancellate, determinano la chiusura di 27 sezioni delle scuole comunali per l’infanzia. A pagare i costi della crisi e di una manovra di lacrime e sangue questa volta, oltre agli insegnanti che già vivono una condizione di precarietà,sono gli oltre 600 bambini disabili o con problemi di apprendimento che di fatto si vedranno negare il più elementare diritto all’istruzione essendo completamente tagliati fuori dal mondo della formazione. Situazione, questa, ancora più aggravatadai tagli ai servizi sociali e al welfare che ancora una volta si ripercuotono su famiglie, precari, lavoratori e studenti.
A fronte delle richieste dei genitori e degli insegnanti che chiedono con forza certezze sul futuro dei loro figli e del posto di lavoro, la risposta delle istituzioni locali, sindaco e l’amministrazione comunale in primis, è stata quella della chiusura e dell’indifferenza totale. Nessuna fiducia nelle istituzioni, quindi, che in una città come Palermo, in perenne emergenza sociale preferiscono attuare politiche speculative e trattare la “questione sociale” solo come un problema di ordine pubblico. Nuove iniziative di lotta dei genitori e degli insegnati sono previste nei prossimi giorni fintanto che questa situazione non vedrà una svolta reale.


