
Un centinaio tra senza casa e militanti del Laboratorio Occupato Vittorio Arrigoni stamattina hanno negato l'ultimo spazio di visibilità cittadina al sindaco e alla sua amministrazione.
Infatti, in occasione della cerimonia d'incoronazione della “santuzza” e della sua statua posta in cima al Palazzo delle Aquile, il sindaco ha rinunciato alla tradizionale “affacciata” dal balcone della sede del comune per evitare di essere sommerso dagli insulti e dalla rabbia dei manifestanti che lo attendevano in piazza frementi.
Quest'iniziativa è solo l'ultima delle tante che hanno caratterizzato il lavoro del Comitato di Lotta per la Casa 12 Luglio negli ultimi due mesi: un percorso di lotta che in una città con una mai risolta emergenza abitativa e che abbandona tredici famiglie in un campo container è quanto mai necessario.
L'amministrazione della città, che non si cura delle emergenze sociali, non è in grado di fornire alcuna risposta alle famiglie senza casa e continua a tagliare i servizi e ad alzarne i prezzi non può avere nel festino nessun palcoscenico di autocelebrazione.
Dopo che, ormai da alcuni anni, Cammarata ha imparato a non farsi vedere durante la sfilata del carro per paura di essere contestato, oggi gli è stata impartita un'altra sonora lezione ed anche i piccoli momenti di gloria che gli eventi corollari della festa gli concedevano sono ormai un ricordo del passato.
E così, di fronte a un vescovo in sordina e a una giunta comunale incredula, il sindaco ha svolto quella che è ormai la sua normale amministrazione: nascondersi ed evitare qualsiasi contatto con la città.
Ascolta l'intervista a Tony Pellicane:



