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Giovedì 05 Dicembre 2013 11:00

SISMA EMILIA: il 7 dicembre i terremotati tornano in piazza

  • IMG-20131118-WA0014In Emilia ormai ci si appresta a passare il secondo inverno fuori casa e, purtroppo, la ricostruzione sembra un miraggio per i tanti cittadini alle prese con una burocrazia asfissiante, pratiche che non si riescono a presentare, contributi che spesso non coprono le spese complessive per le ristrutturazioni e, più in generale, una situazione fortemente penalizzante per chi ha perso la casa nel maggio 2012.

     

    In questi mesi sono state molteplici le iniziative dei comitati che agiscono sul territorio, Sisma.12 in primis, e che sono riusciti a portare a casa alcuni risultati, sebbene ancora moltissimo rimanga da fare. Per queso, è stata indetta una manifestazione a Mirandola per il 7 dicembre, a distanza di circa un anno da quando migliaia di terremotati scesero in strada per chiedere il rispetto dei propri diritti.

     

    Infatti, si tratta proprio di diritti, dato che si sta negando il diritto alla ricostruzione attraverso un impianto legislativo fatto di  burocrazia che in concreto limita fortemente la somma da elargire ai terremotati per ricostruire. Si sa che in tempo di crisi non ci sono i soldi per fare nulla, nonostante i 6 miliardi messi virtualmente a disposizione dalla Cassa depositi e prestiti; fanno eccezione le spese pazze dei consiglieri regionali emiliani oppure i miliardi di euro che (guarda caso) si trovano sempre per finanziare le spesi militari o le grandi opere inutili che devastano l’ambiente e riempiono le tasche delle solite “cricche”.

     

    Alla mancanza dei soldi per ricostruire si aggiunge la scadenza a fine anno della proroga per il pagamento delle rate dei mutui su case inagibili o crollate. Inoltre, le condizioni di vita nel cratere sono in crescente peggioramento, come dimostra l’aumento esponenziale nell’uso di psicofarmaci da parte dei terremotati e le proteste degli “ospiti” dei Moduli Abitati Temporanei (in pratica container), i quali oltre a dover passare le loro giornate in strutture fatiscenti si sono anche visti recapitare bollette dell’elettricità da migliaia di euro.

     

    Da parte istituzionale si registra la solita lontananza dai problemi reali della gente, mentre costoro sono impegnati ad elargire vacue promesse e a presenziare ad inaugurazioni di edifici pubblici ricostruiti (spesso con i soldi provenienti dalle donazioni), con le quali si vorrebbe dimostrare che ormai si è tornati alla normalità, anche in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera. Tuttavia, ultimamente la forzatura mediatica si sta rivelando poco efficace, in quanto le contraddizioni presenti sul territorio sono enormi. Allora il commissario Errani, coadiuvato dal fedele scudiero Muzzarelli, ha adottato una strategia diffamatoria nei confronti dei terremotati, mettendo in campo le pratiche più meschine e usando l’arma del ricatto (…stai attento che se vai al comitato poi non ti diamo il contributo). D’altra parte, ciò non ci stupisce, ma appare come il solito copione che viene recitato quando i cittadini si organizzano e lottano dal basso.

     

    Con il passare del tempo, i terremotati iniziano ad avere ben chiaro quale sia il fine delle politiche attuate dalla Regione e al tempo stesso cade la maschera dei partiti, dei sindacati e di molte associazioni di categoria, rivelando come costoro avvallino completamente “il verbo” del commissario Errani per non essere estromessi dal grande affare della ricostruzione! Tale presa di coscienza è senza dubbio uno shock per molti abitanti di questo territorio, abituati da sempre ad avere punti di riferimento istituzionali a cui rivolgersi, che invece ora gli voltano le spalle come nulla fosse. Eppure, se in un primo momento tutto ciò ha creato spaesamento e senso di impotenza, ora si inizia a scoprire la forza dell’unione attraverso i comitati e, soprattutto, il piacere di lottare per i propri diritti.

     

    Al di là dei  numeri che saranno presenti in piazza sabato 7 dicembre a Mirandola, il meccanismo ormai è innescato. Così, mentre Errani & co. si barcamenano tra ridicoli tentativi di sminuire la protesta, i cittadini del cratere sono sempre più convinti che l’unica strada percorribile sia quella del conflitto.

     

    Forza Bassa!