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Domenica 15 Dicembre 2013 17:15

Picchetti e boicottaggi aprono il fronte della lotta nella logistica anche a Modena

  • striscione_granaroloLa giornata di Giovedì 12 dicembre ha sancito l'apertura del fronte delle lotte dei facchini della logistica anche nella città di Modena. Se con L'ex moscato avevamo avuto un primo e interessante accenno di queste lotte, con i picchetti alla Menù di Medolla e con l'azione a sostegno delle lotte dei facchini della granarolo, si sono avute le dovute conferme che nell'Emilia rossa il fronte della lotta al sistema cooperativo e il mondo della lega coop è aperto e determinato.

     

    Con un azione rapida e fugace, all'interno del centro commerciale di spicco della coop, una decina di militanti del Guernica e diversi studenti hanno dato al via alla campagna nazionale di boicottaggio ai prodotti della Granarolo. Diversi interventi, supportati da uno striscione, volantinaggi e adesivi, hanno portato in casa del nemico le motivazioni del boicottaggio e le ragioni delle lotte dei facchini della granarolo; lavoratori che lottano da mesi non solo con un padrone che vuole e tenta di sfruttarli, sottopagandoli e facendogli mancare i diritti fondamentali, ma anche con le istituzioni che nel tentativo di spegnere lotte che potrebbero ( ma che hanno già!) scatenare precedenti pericolosi, denunciano ed etichettano come terroristi e delinquenti i lavoratori. Da segnalare la positiva reazione della gente che ha sostenuto le ragioni della lotta con diversi applausi e riponendo negli scaffali i prodotti della granarolo.

    Un antipasto dell'intensa giornata di lotta, che ha visto spostare il suo fronte alla Menu di Medolla. Qui i lavoratori delle pulizie della CoopService assieme al S.I. Cobas, supportati dal Guernica e da molti studenti del C.ollettivo A.utonomo S.tudente hanno messo in piedi uno sciopero con picchetto in piena notte davanti all'ingresso dello stabilimento. Le rivendicazioni potrebbero sembrare le più banali ma all'interno del mondo cooperativo non lo sono: rispetto del contratto nazionale, sicurezza e dignità e il riconoscimento del sindacato S.I Cobas. La Menu è un azienda alimentare, ciò significa che all'interno del suo ciclo produttivo a ogni fine produzione deve esserci il lavaggio completo dello stabilimento per produrre il giorno seguente.

    Con sistemi di lotta che molti non utilizzano più ma che in questa fase tornano attuali ed efficaci, lo sciopero e i picchetti, ma anche con l'ottusità dei padroni che per tutta la notte non si sono fatti vedere, i lavoratori hanno bloccato la produzione della azienda, resistendo fino al mattino dove è arrivata la prima vittoria con l'ottenimento un incontro nei primi giorni di gennaio per andare a ridiscutere il contratto e le condizioni di lavoro al suo interno.

    La cosa interessante è che la Coopservice, la ditta che ha in appalto le pulizie della Menù, come prerogativa all'incontro ha preteso che ci siadel funzionario sindacale della Cgil, ovvero uno dei responsabili delle numerose contrattazioni al ribasso.

    Dal nostro punto di vista si è ottenuti una doppia vittoria perché di fatto si è entrati nella contraddizione di una logica parentale e di coogestione all'interno del mondo del lavoro delle cooperative sempre più evidente. Poco importa se il giorno dopo nella stessa Modena è stato fatto uno sciopero generale da parte dei confederali contro la mancata sottoscrizione del contratto nazionale da parte di Legacoop, perché è evidente come a questi non interessa il bene dei lavoratori, ma semplicemente avere le mani nella gestione di quel pezzo di mondo del lavoro. Badate bene questo non lo diciamo noi, ma i lavoratori del mondo delle cooperative che in questi mesi stanno scioperando e lottando per il rispetto del contratto nazionale e per condizioni umane e lavorative migliori. In ogni sciopero, in ogni picchetto, in ogni assemblea e corteo, non mancano mai attacchi verso la cgil e altri confederali, ritenuti i primi responsabili di accordi al ribasso e delle condizioni in cui sono costretti a lavorare.

    Come detto nell'introduzione siamo difronte all'apertura di un fronte di lotta, partito con le lotte di primavera estate all'ikea di piacenza e nel bolognese, molto interessante che per la prima volta dopo decenni comincia a mettere in discussione un sistema, un modello che ha caratterizzato il tessuto e sistema produttivo dell'Emilia Romagna. Non è un caso che la reazione della contro parte sia ed è tutt'ora molto dura, ma la cosa interessante è che a fronte di una reazione di questo tipo, l'azione di lotta dei lavoratori è sempre più forte, decisa e determinata ad arrivare alla vittoria per i propri diritti e dignità.

    @Infoaut_Modena

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