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abitarenellacrisi

Martedì 11 Dicembre 2012 16:45

15ottobre: 8 anni di carcere e una sfilza di risarcimenti danni

  • altIl 22 novembre venne messa in campo l'ennesima operazione giudiziaria nei confronti di 5 manifestanti teramani, arrestati per aver partecipato agli scontri del 15 ottobre 2011 a Roma. Le accuse variano da devastazione e saccheggio a resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Oggi la Procura di Teramo ha chiesto per i cinque, otto anni di carcere e un risarcimento danni per oltre 2milioni di euro. Pesanti richieste di risarcimento danni provengono dal Comune di Roma, che si è costituito parte civile -insieme all'Ama e all'Atac- all'interno nel processo contro i cinque manifestanti. Un'occasione ghiotta per cercare di spillare soldi e riempire così le casse vuote del comune, che chiede 900mila euro per i presunti danni alla città. Lo stesso vale per l'Ama (azienda di rifiuti urbani) che ha chiesto 300mila euro per i danni subiti ai cassonetti, mentre l'Atac (azienda trasporti pubblici di Roma) ha chiesto 500mila euro. Ma i conti non sembrano essere finiti qui: l'Avvocatura dello Stato ha fatto richiesta al giudice di quantificare il danno ricevuto dalle forze dell'ordine, mentre il difensore del carabiniere fuggito dal mezzo blindato in fiamme ha inoltrato la richiesta di un risarcimento di 50mila euro a testa per tutti e 5 gli imputati. Su queste basi verrà pronunciata a gennaio la sentenza per i cinque.

    Storie di ordinaria follia, le “istruzioni per l'uso” su come far pagare la presenza in piazza di quel 15 ottobre, non solo in termini di privazione di libertà ma anche in termini pecuniari. Per la Procura il conto da pagare deve essere salato a tutti i livelli, probabilmente per garantire l'esemplarità della “punizione” e la “vendetta” per quel giorno, nel quale la rabbia di mezzo milione di persone si espresse in opposizione all'austerity e alla crisi generalizzata del sistema istituzionale ed economico italiano.