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Lunedì 20 Marzo 2017 07:04

20 marzo 1920: serrata alla Fiat, è sciopero generale

  • Dall'agosto 1919 si erano andati organizzando delle fabbriche di Torino i "Consigli di Fabbrica" che riuniscono tutti i commissari di reparto eletti dagli operai, già ad ottobre i consigli rappresentano più di 30.000 operai.

    20 marzo

    L'affermarsi di questi nuovi organismi di potere nelle fabbriche trova la netta opposizione degli industriali con la connivenza del partito socialista che riesce a mantenere all'oscuro i militanti del resto d'Italia di cosa stava accadendo a Torino.
    Gli industriali ponevano la questione in termini di forza sostenendo che in officina non potevano coesistere due poteri e che quindi i consigli di fabbrica andavano sciolti. La scintilla della lotta fu l'applicazione dell'ora legale alle industrie metallurgiche a cui la commissione interna si oppose; l'operaio che aveva spostato di nuovo le lancette dell'orologio venne licenziato e la commissione interna multata, intanto alle Acciaierie FIAT la Direzione dichiarava ineleggibile la commissione interna, gli operai rispondevano con lo sciopero e la direzione con la serrata del 20 marzo.

    Il 28 marzo la lotta si estese a tutta la città e la polizia occupò militarmente tutte le medie e grosse fabbriche torinesi, intanto carabinieri e guardie regie iniziarono ad affluire in città piazzando anche batterie di artiglieria sulle colline puntate su Torino.

    Lo sciopero prosegui fino al 9 aprile, giorno in cui gli operi si resero disponibili ad accettare le proposte del prefetto, ma gli industriali non erano disponibili a patteggiare sul potere all'interno delle fabbriche. La camera del lavoro proclamò lo sciopero generale in città e provincia che per undici giorni rimasero totalmente paralizzate. Ci furono numerosi scontri tra polizia e operai e la camera del lavoro venne circondata e isolata dai poliziotti.

     

    La battaglia poteva essere vinta solo se il movimento si fosse esteso a tutta l'Italia, cosa che non avvenne a causa dell'atteggiamento revisionista e collaborazionista del partito socialista e della confederazione del lavoro. Il lavoro riprende il 24 aprile.
    L'ultimo bollettino del comitato dello sciopero annunciava: "I commissari di reparto, rilevata la mancata estensione del movimento per il controllo operaio a tutta Italia, riconosce che gli industriali, sostenuti dalla forza armata della borghesia, hanno ancora una volta imposto la loro volontà... Questa battaglia è finita, la guerra continua".