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Giovedì 13 Aprile 2017 18:30

La notte Scomoda di centinaia di giovani che si riprendono la città In primo piano

  • scomodoIl 12 Aprile è stata la giornata della terza Notte Scomoda, promossa da centinaia di giovani studenti per autofinanziare i progetti musicali e culturali, le produzioni cartacee di Leggi Scomodo.
    Tutto è iniziato alle 16 quando 300 studenti e studentesse dei licei, degli istituti tecnici, delle università romane hanno invaso il "bidet", stabile enorme ed abbandonato, scheletro mai ultimato dal gruppo Caltagirone. Già in passato era stato segnalato e occupato da diverse realtà sociali, come i movimenti per il diritto all'abitare nel marzo del 2014, denunciando i rapporti speculativi tra la politica e i palazzinari romani.

    In un primo momento, la Digos di Roma, è riuscita a far uscire gli studenti nel parco adiacente, cominciando una trattativa lunga, snervante ed inutile per costringere tutti ad andare via. Ma con il passare delle ore è stata sempre più chiara a tutti l'intenzione delle forze dell'ordine: temporeggiare e non permettere agli studenti di lavorare, come è avvenuto per tutte le notti scomode, per riqualificare lo spazio e organizzare la serata. Intorno alle 19, gli studenti hanno aperto una seconda entrata e lo stabile è stato rioccupato tra i cori e l'entusiasmo generale. Immediata è stata la risposta aggressiva e violenta delle forze dell'ordine. Sul posto si sono precipitati 4 reparti della celere, che sono entrati per sgomberare gli studenti. Centinaia di giornalini venivano sventolati in faccia a celerini e agenti della Digos mentre la rabbia continuava a crescere.


    Il clima si è immediatamente acceso e centinaia di persone hanno deciso di incrociare le braccia, incordonarsi e non regalare lo sgombero alla polizia. Per circa un'ora gli studenti hanno resistito a spintoni, calci ed alcune manganellate da parte degli agenti, indietreggiando piano piano e compatti fino all'uscita. Una volta fuori ormai i giovani sono diventati oltre 600 a fronteggiare le forze dell'ordine e a denunciare quello che era accaduto. Da li è partito un corteo che da viale Giustiniano Imperatore si è mosso fino a San Paolo, comunicando per le strade e per le piazze del quartiere. La serata si è conclusa con il concerto nel Parco Schuster.

    Un dato è importante sottolinare la Notte Scomoda si è fatta, nonostante lo sgombero e le violenze della questura. Durante lo sgombero si sono palesati il Vice Presidente della Regione e il Vice Sindaco di Roma ma, ancora una volta, hanno dimostrato l'inutilità e l'insufficienza delle amministrazioni locali che vengono completamente superati ed emarginati dalle forze dell'ordine e dal Prefetto. Dov'eravate quando si è deciso che la richiesta di destinare risorse all'edilizia scolastica, la socialità nelle scuole, un sapere di qualità, la contrarietà all'alternanza scuola lavoro, il bisogno di spazi, il diritto ad una casa e ad una vita dignitosa sarebbe diventato un problema di ordine pubblico?

    La relatà che viviamo volutamente costruita dai governi di questo paese è una: i conflitti e le lotte sociali vengono quotidianamente criminalizzati e il decreto sicurezza Minniti ne è una prova. Lo vediamo tanto nello sgombero della Notte Scomoda quanto, solo per citarne alcuni, nella mobilitazione degli studenti universitari alla Sapienza contro la ministra Fedeli, nelle vertenze dei movimenti per il diritto all'abitare, nella gestione della delibera Tronca sugli spazi sociali, nello sgombero degli studentati occupati di tutta la città. Nelle prossime settimane sarà importante prendere parola su quello che sta succedendo a Roma e su quali risposte è possibile mettere in campo.scomodo1

    La Notte Scomoda ha dato un segnale: dalla voglia di cambiare questo mondo e rifiutarne il grigiore, tante e tanti giovani hanno deciso di partecipare attivamente per cambiare le cose e di non accettare in silenzio l'aggressione delle forze di polizia. È stata una giornata in cui si è data una resistenza e una risposta fisiologica, spontanea e genuina.

    Da questo si deve ripartire, convinti che qualcosa di nuovo stia nascendo e si stia muovendo.