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Martedì 14 Marzo 2017 19:13

Il j'accuse di Oreste Scalzone alla magistratura bolognese [audio integrale]

  • orestaccioIeri mattina, davanti all’ingresso della procura di Bologna, Oreste Scalzone (insieme ai compagni e alle compagne e allo studio legale Prosperi) ha allestito una sorta di j’accuse alla magistratura bolognese che lunedì 13 marzo ha aperto un fascicolo per istigazione a delinquere contro il compagno.

    Oreste infatti, a termine della manifestazione dell’11 marzo in memoria di Francesco Lorusso, è intervenuto, tra gli altri, dicendo “siate più sovversivi e meno timidi, se la polizia attacca giusto difendersi anche con le bottiglie”.

    Questa frase è bastata per il pm Giovannini, da sempre ossessionato dai movimenti sociali e antagonisti guadagnandosi la nomina di record man di fascicoli, ad aprire l’inchiesta contro il compagno che nella lunga conferenza stampa di ieri mattina, di cui pubblichiamo l'audio in calce, ha attaccato la cultura politica che ha ispirato l’aggressione giudiziaria del pm.

    Il contesto in cui si inserisce la vicenda è legato al conflitto politico e sociale tra studenti e studentesse e le autorità cittadine che a partire dall’istallazione degli odiati tornelli nella biblioteca di discipline umanistiche di via Zamboni 36 ha avuto dei picchi significativi di scontro e massificato la protesta.

    La tensione è molto alta a Bologna e il procuratore Giovannini, sotto accusa dagli organi di giudizio interni della magistratura per il suicidio della farmacista Guidetti a seguito di un suo interrogatorio, ha voluto sfruttare un pretesto per rifarsi l’immagine, davvero ai minimi termini, davanti agli occhi dell’opinione pubblica cittadina.

    D’altronde è in atto da giorni una campagna diffamatoria, criminalizzatrice e repressiva contro tutti i percorsi autonomia cittadina che da questa aggressione sta cogliendo l’occasione per rilanciare gli ambiti di lotta e smascherare gli interessi delle controparti istituzionali: dall’università alla questura, dalla procura alla giunta comunale.

    Basti pensare al valore politico delle manifestazioni dell’11 marzo che nella commemorazione dedicata a Francesco Lorusso della mattina ha visto l’assenza di comune e università, ritenuti a ragione dagli studenti e dalle studentesse i sostenitori politici del violento sgombero manu militari della biblioteca del 36 e di cui il Collettivo Universitario Autonomo aveva definito “provocazione politica” una loro eventuale partecipazione.

    E poi il successo del corteo pomeridiano partecipato da migliaia di persone solidali con gli studenti e da molti ambiti di lotte e autorganizzazione sociale. La repressione quindi non sta riuscendo ad isolare le lotte e diviene anche l’occasione per ribaltare, dal punto di vista del conflitto, la direzione dell’indice, questa mattina infatti è stato un punto di vista sovversivo a prendere parola davanti al palazzo della procura bolognese e non il contrario.

    Buon ascolto!