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Giovedì 16 Marzo 2017 12:17

Scalfito l'art. 5 del piano casa: decideranno i sindaci

  • art5Un emendamento al decreto Sicurezza approvato ieri dalla Camera farebbe traballare il più contestato articolo del Piano Casa approvato dell'aprile 2014 dall'allora ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. Se non soggetto a ulteriori modifiche, il testo di legge darebbe potere ai sindaci di derogare all'articolo 5 che, automaticamente, proibiva di allacciare acqua, luce e gas alle occupazioni abitative, di accordare la residenza nelle occupazioni e di accedere alle graduatorie dei bandi erp per gli occupanti. La facoltà di derogare al famigerato articolo 5 subentrerebbe, come recita il testo dell'emendamento, “in presenza di persone minorenni o meritevoli di tutela e a tutela delle condizioni igienico-sanitarie”.

    La misura rappresentò una risposta frontale alla conflittualità sociale e politica espressa fino al 2013, specie con gli Tsunami tour di occupazioni nella capitale, sul terreno del diritto all'abitare. Attraverso le occupazioni abitative i nodi della rendita e delle responsabilità della politica nel favorire il libero mercato venivano aggrediti con intense stagioni di mobilitazioni. Il Piano Casa, e in particolare l'articolo 5, rappresentò una vera misura di sabotaggio nei confronti del motore di queste lotte, colpendo indiscriminatamente il diritto universale di accesso all'acqua, alla casa e alle cure tramite la negazione della residenza. Un'altrettanto intensa stagione di mobilitazione fatta di nuove occupazioni, resistenza agli sgomberi e agli sfratti, per contrastare le conseguenze dell'articolo 5 e per ottenerne la cancellazione seguì all'approvazione del Piano Casa, portando, in tutto il paese, a saturazione i meccanismi dell'emergenza abitativa istituzionale, incapace di assorbire nei criteri della legalità stabilita le contraddizioni sull'emergenza casa. Anche per questa ragione crolla un pezzo del decreto Lupi.

    Se questo primo emendamento scalfisce il tabù dell'articolo 5, di fatto eliminando l'automatismo della negazione degli allacci e della concessione della residenza, ora la battaglia punta alla sua integrale cancellazione aggredendo il criterio di una discrezionalità che si annuncia come un utile strumento di ricatto nelle mani degli amministratori locali nei confronti di chi lottando e occupando alza la testa.