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Mercoledì 19 Aprile 2017 10:50

Del Grande: “comincio sciopero della fame, non rispettati miei diritti”

  • 1491900034 gabriele grande wikipediaDopo otto giorni di silenzio, finalmente Gabriele Del Grande riesce a rompere l'isolamento e a dare notizie sulla sua detenzione in Turchia. Il regista e blogger, arrestato dalle autoritĂ  turche e tenuto in stato di fermo in un centro di identificazione ed espulsione, soltanto dopo 8 giorni ottiene il diritto di fare una telefonata alla sua compagna per dare informazioni sul suo stato di salute. Il giornalista è stato fermato con il pretesto di trovarsi in una zona di confine senza alcun permesso ufficiale mentre intervistava alcuni profughi siriani in fuga dall'ISIS. Nonostante non gli venga contestato alcun reato in particolare le autoritĂ  turche non gli concedono la possibilitĂ  di nominare un avvocato e di sapere quanto durerĂ  la sua detenzione.

    Da qui l’annuncio: "Sto bene, non mi è stato torto un capello ma non posso telefonare, hanno sequestrato il mio cellulare e le mie cose, sebbene non mi venga contestato nessun reato. Da stasera inizio lo sciopero della fame e invito tutti a mobilitarsi per chiedere che vengano rispettati i miei diritti"

    Immediata la reazione del padre Massimo che punta il dito sulla Farnesina colpevole di impotenza e incapacità di intervenire per il rilascio di Gabriele: “Che cosa dire ancora? Non lo so nemmeno io, la cosa evidentemente non è così semplice e lineare come ci era stato fatto pensare, mi chiedo a cosa servano un’ambasciata e un consolato se non riesce a sapere come stanno davvero le cose. Non è lì per far del male a qualcuno, lui fa lo scrittore e il giornalista, non è un terrorista, lo devono rimandare a casa, ha una moglie e due bimbi piccoli che lo aspettano."

    Il Ministro degli Esteri Alfano, brancolando nel buio, spera nella visita consolare che nei prossimi giorni dovrebbe far visita a Mugla, luogo della detenzione. Sui social nel mentre parte la campagna #iostocongabriele che conta già centinaia di solidali verso il blogger, mentre nelle piazze in questi giorni si stanno organizzando decine di sit-in e cortei per il suo rilascio dall’illegale detenzione nelle carceri turche di Erdogan.