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Lunedì 10 Dicembre 2012 12:52

Saperi e conflitto, nella Torino della crisi

  • altSaperi e conflitto: questi i nodi che, a quasi un anno dalla nascita della Verdi Quindici Occupata, abbiamo vissuto e sulla cui centralità abbiamo fondato la nostra esperienza, nei momenti di vita comune così come negli spazi di socialità, nella caccia agli autori della crisi così come nei laboratori, seminari e corsi autogestiti.

    Due nodi il cui senso risiede proprio nella relazione che li unisce. Non pratichiamo conflitto che non sia l'incarnazione di saperi ed esperienze sedimentati nel nostro essere quotidianamente comunità. Non condividiamo conoscenza astratta senza che questa diventi immediatamente sapere collettivamente vissuto e agito, pratica di lotta condivisa, granello di sabbia negli ingranaggi delle istituzioni della formazione. Di queste istituzioni, lo spazio che siamo è il luogo della critica e della messa in contraddizione: punto di attacco contro un modello di diritto allo studio (peraltro smantellato) ma anche contro un modello di formazione. Non soltanto perché di questa università rifiutiamo i meccanismi di selezione sociale operati attraverso una tassazione sempre più proibitiva; non soltanto perché ne rifiutiamo la tendenza verso la privatizzazione, l'appiattimento della ricerca su criteri di produttività economica dei saperi e la dequalificazione dell’offerta formativa.

    Come studenti e studentesse, sappiamo anche cosa significa crescere calati dentro un'organizzazione professionalizzante dei saperi, che cerca di produrre individui risolvibili senza residui nel loro curriculum vitae. Come studenti e studentesse, conosciamo benissimo un modello di formazione fondato sull'accumulo quantitativo di nozioni ed esperienze, privo di tensioni, scarti, passi indietro, perfettamente incarnato dall'inarrestabile crescita dei Cfu nei nostri libretti elettronici. Per contro, abbiamo imparato da soli che la formazione non è un percorso lineare e progressivo ma un campo di contraddizioni e conflitti soggettivi e sociali che non desideriamo abitare passivamente.

    Dentro lo spazio della Verdi Lab (vicolo Benevello 4/b) desideriamo costruire un luogo di critica e un punto di crisi per l'università che frequentiamo. Uno spazio che raccolga le tensioni e le contraddizioni che abitano tutti noi in quanto studenti. Per questo riteniamo importante continuare a riflettere collettivamente sul nuovo ciclo de 'Il saperi in movimento', a partire dalla domanda con la quale ci siamo lasciati in via Verdi 15: quali rapporti di potere attraversano l'organizzazione istituzionale dei saperi?

    Verdi Quindici Occupata