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<title><![CDATA[ Le notizie di infoaut.org ]]></title>
<link>http://www.infoaut.org/</link>
<description><![CDATA[ Novit&agrave; dal sito infoaut.org ]]></description>
<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 15:50:24 GMT</pubDate>
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<title>><![CDATA[ Le notizie di infoaut.org ]]></title>
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<title><![CDATA[ Firenze: "Abitare nella crisi" ]]></title>
<link>http://www.infoaut.org/articolo/firenze-abitare-nella-crisi</link>
<description><![CDATA[ 

Entra nel vivo quest'oggi il convegno nazionale di Firenze sulle e delle lotte per la casa. Una 3 giorni di incontro e discussione politica di respiro nazionale partita con la "giornata di accoglienza" di ieri, lanciata giovedi pomeriggio anche attraverso l'azione di contestazione e disturbo, sempre nel capoluogo toscano, a "Il salone dell'immoboliare"...<br />
<br />


	Ascolta l'intervista di presentazione della 3 giorni con Vittorio del Movimento di lotta per la casa di Firenze, realizzata durante l'azione ai cancelli de "Il salone dell'immobiliare" 
	Vedi "Mostra-mercato dell'immobiliare, contestata l'inaugurazione" <br />
	



<br />

L'appello di convocazione per il<br />
Convegno nazionale del 12-13-14 marzo a Firenze<br />



<br />
Abitare al tempo della crisi. Significa fare i conti con le conseguenze del "libero" mercato della casa, con gli affitti e i mutui alle stelle, con gli sfratti ed i pignoramenti, con la svendita del patrimonio pubblico, le privatizzazioni dei servizi, la cementificazione e la mercificazione dei nostri territori, l'assenza endemica di un'edilizia pubblica e sostenibile. Significa avere sulle proprie spalle di precari e precarie e pagare con le dismissioni ed i licenziamenti il vero prezzo della crisi, mentre le banche, i palazzinari e la politica si ingozzano e speculano sulle nostre vite. Troppo spesso significa morire di lavoro, altre volte rimanere sotto le macerie delle case dello studente, delle scuole, delle nostre case. Abitare nella crisi significa affrontare un razzismo di stato che diviene sempre pi&ugrave; strumento di dominio, sistema di segregazione culturale e sociale, con citt&agrave; militarizzate, carceri stracolme e nuovi lager dove rinchiudere storie e vite migranti (e chi tace &egrave; sempre pi&ugrave; complice). Abitare nella crisi vuol dire districarsi quotidianamente nella gigantesca giungla della precariet&agrave; sociale, affrontare condizioni sempre pi&ugrave; dure di sfruttamento, umiliazione, repressione.<br />
<br />
Abitare contro la crisi. Significa organizzare comitati contro le cementificazioni e le "grandi opere", per il diritto alla salute e la difesa dei beni comuni. Frapporre la propria determinazione ad un ufficiale giudiziario che bussa inesorabilmente alla porta di casa, Occupare palazzi e case vuote, resistere agli sgomberi, liberare spazi mentali e fisici nelle nostre citt&agrave;: riprenderci un pezzo di quel reddito che ci spetta. Abitare contro la crisi significa quindi anche uscire dalla solitudine sociale, dalla paura, dal pregiudizio. Aprire varchi e tracciare vie di fuga da precariet&agrave; e razzismo. Costruire qui ed ora delle alternative concrete, spazi di reciproco riconoscimento e di cooperazione, di dignit&agrave; e di riappropriazione della ricchezza. Abitare contro la crisi significa rovesciarla di segno, vivere nel presente tornando ad immaginare un futuro diverso, da strappare e da costruire insieme.<br />
<br />
Sembra non possa esserci fine al saccheggio della ricchezza sociale delle nostre citt&agrave; e dei nostri territori da parte della rendita immobiliare, delle banche, del padronato e di una classe politica subalterna e corrotta. Ma queste citt&agrave; sono ancora luoghi che noi abitiamo in comune, sono ancora luoghi di relazione e condivisione, di festa e di creativit&agrave;, di lotta e di autodeterminazione. E' proprio attraverso la lente dei percorsi di autogestione, delle resistenze contro le speculazioni, delle lotte per la casa e per il reddito che possiamo guardare oltre i confini di queste citt&agrave;, riversando addosso ai responsabili della crisi i nostri desideri di libert&agrave;, giustizia sociale, la ricchezza delle nostre diversit&agrave; dl donne e di uomini di tutto il mondo.<br />
<br />
Per questo intendiamo mettere al centro di una riflessione orizzontale ed inclusiva i temi della crisi e dell'abitare al tempo della crisi; provare insieme a fare il punto sulle lotte in corso, condividendo ricchezze, difficolt&agrave; e differenze proprie delle diverse realt&agrave; locali; individuando nessi ed immaginando possibili connessioni e battaglie comuni.<br />
<br />
Abbiamo individuato tre ambiti tematici principali che proponiamo alla discussione:<br />
<br />

	Reddito e Lavoro nella Crisi
	La Citt&agrave; in Comune contro la Citt&agrave; Merce
	Resistenza Sociale alla Repressione, al Controllo al Razzismo


<p align="justify">
<br />
Su questa traccia di discussione e a partire da questi temi, lanciamo un appello aperto per costruire insieme un convegno nazionale che immaginiamo articolato in tre diverse giornate, con tavoli di lavoro, momenti di formazione, assemblee utili ad approfondire analisi, collegare esperienze concrete, elaborare strumenti e percorsi nuovi da praticare. Dove sia dato spazio tanto alla produzione del dibattito, quanto alla costruzione e attivazione di eventi artistici, culturali, performativi.<br />
<br />
Le case occupate del Movimento di Lotta per la Casa di Firenze ed il CSA Next Emerson ospiteranno le iniziative ed i partecipanti. Il programma &egrave; aperto a proposte e contributi tematici. Per info, adesioni, proposte,  contattare: abitarenellacrisi@insiberia.net  - abitarenellacrisi.noblogs.org<br />
<br />
Vedi anche:<br />
 
</p>

	Il programma aggiornato del convegno 
 ]]></description>
<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid>http://www.infoaut.org/articolo/firenze-abitare-nella-crisi/</guid>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Vienna: let&acute;s block it! ]]></title>
<link>http://www.infoaut.org/articolo/vienna-lets-block-it</link>
<description><![CDATA[ 

[editoriale UniRiot della carovana delle facolt&agrave; ribelli]<br />

<br />
L'11 Marzo Vienna ha visto scendere in piazza migliaia di studenti e precari dell'universit&agrave; provenienti da tutta Europa, in occasione del decennale del Bologna Process. Erano previste celebrazioni e festeggiamenti da parte di 46 Ministri dell'Istruzione europei, cos&igrave;, anche noi, insieme a chi ogni giorno vive e fa vivere l'universit&agrave; e i luoghi della formazione e della ricerca, abbiamo  pensato di "onorare questa data".<br />
<br />
Il corteo di ieri ha rappresentato il punto di non ritorno rispetto al piano europeo del conflitto. Molteplici le realt&agrave; che hanno attraversato e inondato le strade di Vienna; dai cortei selvaggi ai blocchi metropolitani, le pratiche di lotta in comune e in osmosi con quelle dell'onda anomala hanno rotto con ritualit&agrave; stantie e aperto la possibilit&agrave;, ancora tutta da realizzare, di un nuovo ciclo di lotte europeo che parli della necessit&agrave; e del desiderio di protagonismo di tutte quelle soggettivit&agrave; che, tanto la crisi finanziaria, quanto quella dell'universit&agrave;, vorrebbero mettere a tacere ed escludere da qualunque piano decisionale.<br />
<br />
Non era possibile ieri tenere sotto controllo Vienna: ogni schema &egrave; saltato e una marea di corpi ha ridisegnato con la sua eccedenza l'architettura della citt&agrave;. Azioni molteplici e incontrollabili si sono diffuse in maniera molecolare per ogni strada ed ogni vicolo; la manifestazione selvaggia ha continuamente fatto impazzire la circolazione e l'ordine pubblico viennesi: paralizzate le principali strade della citt&agrave;, preso d'assedio il parlamento, bloccati i mezzi che trasportavano alcuni delegati dei ministri,  circondato un hotel in cui alloggiavano alcuni ministri impedendone l'uscita.<br />
<br />
Ieri, dunque, siamo riusciti tutti insieme a determinare dei punti di contatto, reali ed efficaci, verso la conquista di una dimensione del comune, del sapere e del conflitto a livello europeo. Insieme all'eccedenza e alle pratiche anche spontanee che ieri si sono date, l'elemento pi&ugrave; interessante e ricco che si &egrave; prodotto qui a Vienna &egrave; stato quello di una capacit&agrave; potente, tanto di farsi contaminare da altre realt&agrave;, quanto di condividere la ricchezza dei linguaggi e delle esperienze che in questi anni siamo riusciti a produrre e a disseminare nelle universit&agrave; italiane.<br />
<br />
Da oggi sono iniziate le assemblee e i workshop tematici all'Unicampus della Wien Universit&auml;t. Quello che sta emergendo &egrave; il desiderio forte di condivisione di tutti quei discorsi e di quelle pratiche che, dall'interno dello stesso Processo di Bologna, tentino di immaginare delle linee di fuga che rompano con i dispositivi che caratterizzano le riforme delle universit&agrave; a livello globale. Al di l&agrave; delle differenze di linguaggi, di pratiche e di contesti, si sta aprendo uno spazio che ha come comun denominatore la capacit&agrave; di stare dentro e contro l'universit&agrave; riformata. Essere contro il Bologna Process non significa desiderare un ritorno nostalgico verso l'universit&agrave; del passato, ma, al contrario, avere la capacit&agrave; di immaginare attraverso l'autoformazione, l'autogestione del percorso formativo e l'autonomia della ricerca, dei punti di avanzamento e di innovazione.<br />
<br />
Il Bologna Process ci ha consegnato uno spazio comune che &egrave; quello di un'universit&agrave; dequalificata, soggetta a continui tagli, produttrice di precariet&agrave;; noi, all'interno di questo, abbiamo e stiamo creando un nuovo spazio altrettanto comune, in grado di produrre, per&ograve;, delle forme organizzative innovative, in cui tutte le soggettivit&agrave; precarie del mondo della formazione riprendano la parola nei luoghi della decisione, per costruire nuove istituzionalit&agrave; che corrispondano ai nostri desideri. Innanzitutto l'esigenza che &egrave; stata sollevata da pi&ugrave; voci e da pi&ugrave; paesi &egrave; quella di inventare e reclamare nuove forme di welfare, sia nei luoghi in cui esso &egrave; completamente inesistente, sia in quelli in cui esso viene smantellato dai colpi della crisi. Un welfare che sia adeguato alle forme di lavoro contemporaneo, che sempre meno si distingue dal momento formativo vero e proprio, - determinando una sovrapposizione ed un' alternanza tra formazione e lavoro - e sempre pi&ugrave; invece, si ridisegna attraverso le forme di intermittenza e di povert&agrave; giovanile diffusa.<br />
<br />
Si tratta, dunque, di ritrovare un modo per generalizzare i frammenti di resistenza che si producono, attraverso la sottrazione dei crediti, la conquista di spazi di autonomia, la produzione di innovazione nel campo del sapere. E questo desiderio di generalizzazione e di condivisione delle lotte si sta dando in questi giorni a Vienna, non solo con gli studenti e i precari della formazione austriaci, ma anche con la maggior parte delle realt&agrave; europee. Ieri i Ministri delle universit&agrave; europee hanno festeggiato un fallimento, fatto di propositi malriusciti in termini di mobilit&agrave;, di continuit&agrave; tra formazione e lavoro e di eurocompatibilit&agrave;... Migliaia di studenti, invece, in questi giorni stanno costruendo un nuovo spazio europeo con la convinzione e la speranza che questo sia solo l'inizio di un nuovo ciclo di lotte.<br />
<br />

MAKE BOLOGNA HISTORY<br />
Uniriot Network - carovana delle facolt&agrave; ribelli

 ]]></description>
<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid>http://www.infoaut.org/articolo/vienna-lets-block-it/</guid>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Vienna: assedio all'ambasciata italiana e blocchi contro Rewind ]]></title>
<link>http://www.infoaut.org/articolo/vienna-assedio-allambasciata-italiana-e-blocchi-contro-rewind</link>
<description><![CDATA[ 
Questa mattina gli studenti della rete delle facolt&agrave; ribelli Uniriot hanno manifestato in duecento sotto la sede dell'ambasciata italiana di Vienna bloccando la strada antistante per mezz&acute;ora, con uno striscione che diceva "No rewind, rewave. We were all behind that shield", in solidariet&agrave; con gli studenti imputati nel processo "Rewind". Il 6 luglio 2009 la procura di Torino tramite il  procuratore generale Giancarlo Caselli, con l'operazione denominata "Rewind", ordina 21 mandati di carcerazione a carico di attivisti dell'onda studentesca di varie citt&agrave; italiane, nel corso dell'autunno si aggiungeranno all'elenco indagati altri attivisti, alcuni dei quali tutt'ora sottoposti a misure restrittive della libert&agrave;.<br />
<br />
Ci&ograve; che viene loro imputato e' di aver preso parte alla grande mobilitazione del 19 maggio 2009 a Torino contro il G8 University Summit e ai disordini con le forze dell'ordine che presidiavano la zona rossa del vertice. L'undici marzo la prima udienza preliminare di questo processo ha visto la richiesta da parte del pm di pene che vanno dall'anno e sei mesi all'anno e dieci mesi: gli studenti rivendicano di aver deciso collettivamente la violazione della zona rossa nella quale si stava svolgendo il summit ritenuto illegittimo.<br />
<br />
L'iniziativa &egrave; avvenuta nell'ambito della partecipazione della rete al controvertice viennese in concomitanza con la conferenza europea dei ministri dell'istruzione per festeggiare i dieci anni dalla dichiarazione di Bologna.<br />
<br />


altre info su www.uniriot.org<br />

<br />
vedi anche:<br />


	Rewind: condannarne 21 per colpire l'Onda! 
	European Wave: mobilitazione studentesca a Vienna contro il processo di Bologna <br />
	

 ]]></description>
<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid>http://www.infoaut.org/articolo/vienna-assedio-allambasciata-italiana-e-blocchi-contro-rewind/</guid>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Liberati i 7 anarchici torinesi! ]]></title>
<link>http://www.infoaut.org/articolo/liberati-i-7-anarchici-torinesi</link>
<description><![CDATA[ 
Il tribunale della libert&agrave; ha ordinato ieri la scarcerazione degli anarchici arrestati il 22 febbraio scorso con le accuse pi&ugrave; disparate, dalle minacce ai danneggiamenti, dalla violenza privata alla violazione di domicilio, che concorrevano alla ben pi&ugrave; grave accusa di associazione a delinquere, per tutta una serie di mobilitazioni messe in campo nella citt&agrave; di Torino negli ultimi 2 anni.<br />
<br />
Quella mattina 3 persone erano finite in carcere, altre 3 agli arresti domiciliari, e 1 aveva ricevuto il divieto di dimora a Torino: dopo circa 20 giorni, durante i quali 2 degli arrestati erano anche stati trasferiti in altre carceri piemontesi, ieri finalmente i giudici del tribunale della libert&agrave; hanno rimesso in libert&agrave; tutti e 7 gli imputati, mantenendo per alcuni di loro misure cautelari quali l'obbligo di firma o di dimora.<br />
<br />
La scelta di revoca delle misure della carcerazione e degli arresti domiciliari, indica evidentemente che la tesi dei pm Padalino e Pedrotta, che indicava nei 7 non solo i leader dell'"anarco-insurrezionalismo" torinese, ma anche soggetti socialmente pericolosi e con in mente un disegno delittuoso tale da giustificare l'accusa di associazione a delinquere, si &egrave; dimostrata un nulla di fatto, e che l'operazione della polizia era tutta politica, senza nella realt&agrave; alcun riscontro giudiziario.
 ]]></description>
<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid>http://www.infoaut.org/articolo/liberati-i-7-anarchici-torinesi/</guid>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Cos&igrave; l'America non sar&agrave; pi&ugrave; bianca ]]></title>
<link>http://www.infoaut.org/articolo/cosi-lamerica-non-sara-piu-bianca</link>
<description><![CDATA[ 
<br />
Il nuovo censimento: nascono meno bimbi yankee, il sorpasso &egrave; segnato. Gli immigrati fanno sempre pi&ugrave; figli. Per i giornali, &egrave; una "pietra miliare demografica"<br />
<br />
DI ANGELO AQUARO<br />
<br />
NEW YORK - La fine dell'America bianca &egrave; un fantasma che si aggira da Los Angeles a New York, uno spettro che materializza due secoli e mezzo di paure: entro 40 anni, dice uno studio che confronta i numeri del censimento, gli Stati Uniti saranno un &laquo;majority-minority country&raquo;, un paese in cui la minoranza diventer&agrave; maggioranza. E la spiegazione, semplice semplice, accomuna il destino degli yankees a quello di tutti i paesi occidentali. Gli immigrati fanno, in media, pi&ugrave; figli: i bianchi 1.87 a famiglia, gli asiatici 2.04, i neri 2.13, gli ispanici 2.99. E cos&igrave;, media dopo media, siamo arrivati al record di quest'anno, che il Census 2010, la grande conta decennale degli americani, dovr&agrave; certificare. &laquo;Entro il 2050 ci sar&agrave; il sorpasso dell'intera popolazione&raquo; dice all'Ap Kenneth Johnson, professore di sociologia all'universit&agrave; del New Hampshire, autore di uno studio che elabora i dati del censimento: &laquo;Ma per i bambini d'America il futuro &egrave; adesso&raquo;.<br />
<br />
Per i bambini &egrave; adesso, per gli under 18 si tratta di aspettare qualche anno, ma entro il 2020 la maggioranza sar&agrave; loro. Fino a quel 2050 in cui tutti i bianchi diranno addio allo scettro. La nuova faccia dell'America, insomma, &egrave; gi&agrave; scura. Un traguardo che neppure i sognatori pi&ugrave; accesi dell'uguaglianza si sarebbero aspettati. Il mito del potere WASP - White, Anglo-Saxon and Protestant - era crollato da tempo. Da John Fitzgerald Kennedy, irlandese e cattolico, a Barack Obama: la rivoluzione era arrivata fin dentro alla Casa Bianca. Ma un conto &egrave; la condivisione del potere, l'accettazione delle minoranze. Un altro sapere che, da questo momento in poi, ci si trova dall'altra parte della barricata.<br />
<br />
Anche perch&eacute; la &laquo;maggioranza scura&raquo; &egrave; un magma che la vecchia guardia bianca - difesa oggi dai popcon come Glenn Beck, che arrivano ad accusare Obama di razzismo alla rovescia - non riesce a decifrare. Quaranta milioni di ispanici, 37 milioni di afroamericani, 13 milioni di asiatici. Per non parlare dell'ascesa di quella razza-non-razza, i multiracial, come dal censimento del 2000 possono autodefinirsi tutti quei cittadini &laquo;misti&raquo;, che sono gi&agrave; sei milioni ma sono destinati a crescere. E' il trionfo di quegli &laquo;americani col trattino&raquo; (dagli italo-americani di una volta agli afro-ebrei di oggi) che sono la negazione dell'America dei padri fondatori, dell'America di St. John de Cr&egrave;vecoeur, quell'emigrante arrivato dalla Francia che nel 1759 scriveva ammirato: &laquo;Da questa strana misura di sangue, da questo ceppo promiscuo, &egrave; nata questa nuova razza che si chiama Americana&raquo;.<br />
<br />
Macch&eacute;. Il ceppo promiscuo &egrave; sempre pi&ugrave; promiscuo e il Melting Pot &egrave; passato cos&igrave; di moda che digitandolo su Google la prima cosa che vi salta fuori &egrave; una catena di ristoranti specializzata nella fonduta. Dice Gregory Rodriguez, studioso dell'immigrazione, che questa radicalizzazione - da una parte i bianchi e dall'altra, appunto, gli altri - &egrave; un punto di non ritorno: &laquo;Siamo di fronte alla &laquo;crisi d'ansia&raquo; dei bianchi, e il modo in cui l'attuale maggioranza reagir&agrave; all'imminente messa in minoranza &egrave; il nodo cruciale che l'America dovr&agrave; affrontare&raquo;.<br />
<br />
Chiss&agrave; che non sia per l'ennesimo riflesso del politicamente corretto che Time abbia chiesto proprio a Rodriguez, professore fiero della sua origine messicana, di spiegare all'America la crisi dei bianchi nell'inchiesta di copertina che racconta le &laquo;10 idee per i prossimi 10 anni&raquo;. Dice Timothy Greenfield-Sanders, il regista - lui bianco - di "Black List", la serie tv che raccoglie le testimonianze dei neri d'America, da Toni Morrison a Lee Daniels, quello di "Precious": &laquo;Colin Powell ride quando gli rinfacciano che lui &egrave; arrivato dove &egrave; arrivato solo perch&eacute; nero. Ma come, dice, proprio perch&eacute; nero per duecento anni tutto questo ci &egrave; stato negato... Quello che conta, mi ha detto, &egrave; fare bene il proprio lavoro&raquo;. Ottimo. E se quei &laquo;lavori&raquo; finiscono tutti in mano ai neri? O agli ispanici? &laquo;Beh, proprio oggi qui all'Hbo abbiamo deciso che il seguito della Black List si chiamer&agrave; Latin List&raquo;. Tranquilli: la fine dell'America bianca &egrave; gi&agrave; una serie tv.<br />
<br />
La Repubblica <br />
 ]]></description>
<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid>http://www.infoaut.org/articolo/cosi-lamerica-non-sara-piu-bianca/</guid>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Narrazione video di giorni No Tav... ]]></title>
<link>http://www.infoaut.org/articolo/narrazione-video-di-giorni-no-tav</link>
<description><![CDATA[ 
[da Zorba Tv] In 10 Minuti, un riassunto dei lavori sul campo di Tv Zorba nel movimento No Tav. Nell'ordine: 23 Gennaio 2010 - Marcia di Susa; 26 Gennaio 2010 - Presidio a Venaria; 31 Gennaio 2010 - Festa al Presidio di Sant'Antonino; 01 Febbraio 2010 - Immagini dei resti del Presidio di Bruzolo; 11 Febbraio 2010 - Fiaccolata Rumorosa - Susa; 19 Febbraio 2010 - Fiaccolata per Marinella e Simone - Bussoleno; 24 Febbraio 2010 - Presidio di fronte a La Stampa - Torino; 06 Marzo 2010 - Manifestazione Donne No Tav in Movimento - Torino.<br />
<br />



	
	
	
	
	



 ]]></description>
<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid>http://www.infoaut.org/articolo/narrazione-video-di-giorni-no-tav/</guid>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Modena: inaugurazione nuovo Laboratorio S.CO.S.S.A ]]></title>
<link>http://www.infoaut.org/articolo/modena-inaugurazione-nuovo-laboratorio-scossa</link>
<description><![CDATA[ <p style="text-align: center" align="left">
<br />
Sabato 13 marzo&nbsp;dalle 18, inaugurazione del nuovo Laboratorio S.CO.S.S.A.<br />
<br />
Sempre all' interno del quartiere che da anni ci ospita e che&nbsp;viviamo tutti i giorni, il laboratorio S.CO.S.S.A. si ingrandisce trasferendosi al numero 49 di Via Carteria (laterale via emilia centro).<br />
<br />
Cambia fisicamente il locale, non cambia la nostra&nbsp;voglia di lotta&nbsp;&nbsp;<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
 
</p> ]]></description>
<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid>http://www.infoaut.org/articolo/modena-inaugurazione-nuovo-laboratorio-scossa/</guid>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ MAXI ECLECTRONICA feat ANTHONY ROTHER ]]></title>
<link>http://www.infoaut.org/articolo/maxi-eclectronica-feat-anthony-rother</link>
<description><![CDATA[ Laboratorio occupato CRASH<br />
<p>
via della Cooperazione, 10<br />
(www.myspace.com/laboratorio_crash)
</p>
<p>
ANTHONY ROTHER djset (Datapunk)<br />
GOMES dj set (Eclectronica)<br />
OMNIDRIVE dj set (Eclectronica)
</p>
<p>
Visuals<br />
VISUAL LAB vs PORNOROBOTZ
</p>
<p>
Relax Zone<br />
a cura de LA CASBAH
</p>
<p>
ingresso 10 &euro;
</p>
<p>
ECLECTRONICA inaugura una nuova collaborazione con Decibel Eventi (www.decibeleventi.com), proponendo insieme ospiti internazionali e passando alla serie MAXI. Cambio di registro quindi, dopo la lunga serie di artisti locali presentati nelle serate dal 2007 al 2010, portando sul palco del Laboratorio Occupato Crash uno degli artisti di riferimento mondiale per la scena electro: ANTHONY ROTHER (www.anthony-rother.com/Datapunk Records).<br />
Ascoltando Anthony Rother dal vivo &egrave; facile rimanere impressionati dalla<br />
semplicit&agrave; e dall'efficacia con la quale riesce a mescolare il suono elettronico e l'energia di un gruppo punk &lsquo;77.<br />
Ripercorrendo le tappe della storia di Rother, bisogna risalire al 1998, anno in cui compone la sua prima traccia ispirandosi alle opere del regista culto John Carpenter: &egrave; da qui che entra prepotentemente nella sua testa l'idea che le suo produzioni debbano portare "emotions and statements".<br />
Il passaggio successivo &egrave; l'incontro con Heiko Laux, fondatore di un'etichetta fondamentale nell'underground la Kanzleramt Records: insieme a lui nascono le prime uscite discografiche, tra cui &egrave; sicuramente degna di nota "Sex with the machines", la pi&ugrave; conosciuta ed apprezzata. Successivamente fonda la sua etichetta personale, PSI49NET , con la quale pubblica i remix di alcune tracce dei Kraftwerk, ottenendo ancor pi&ugrave; visibilit&agrave; nel settore dell'electro-techno internazionale.<br />
Entra successivamente a far parte della scuderia di Sven Vath, rappresentato in tutto il modo dalla prestigiosa Cocoon Records: la consacrazione vera e propria avverr&agrave; quando Sven gli chiede di produrre 4 traccie per il suo album "Contact".
</p>
<p>
Anthony Rother sar&agrave; ospite in console con un dj set potente e d'atmosfera, perfetto per le atmosfere eclettiche del CRASH.
</p>
<p>
Apertura e chiusura dell'evento a cura di Gomes (myspace.com/djgomes) e Omnidrive (myspace.com/djomnidrive), con puntate fra la techno e l'electro house, ormai esperti timonieri del dancefloor bolognese. Collaborano insieme al CRASH dal marzo 2007, quando &egrave; nato il concept ECLECTRONICA, a cui ha preso parte un largo numero di artisti della scena elettronica locale bolognese.
</p>
<p>
Visual Lab, collettivo di artisti, video performer e registi, dopo alcuni mesi torna a esibirsi sugli schermi del Laboratorio Crash. I loro show raccontano storie immaginate, spezzoni di contemporaneo, vite vissute e poesia metropolitana; le clip video mandate sugli schermi sono da loro autoprodotte, girate e montate appositamente per l'atmosfera club in cui si muovono ad ampio raggio.<br />
Pornorobotz &egrave; un'artista visual, attivo in innumerevoli festival e eventi legati alle arti elettroniche quali Amore Festival, Nextech, Muv, CircoNero, Festival delle Creativit&agrave;, e altri.<br />
Le sue provocatorie creature animate prenderanno vita sugli schermi del rinnovato palco, creando un gioco interattivo con il pubblico.
</p>
<p>
La zona chillout sar&agrave; invece a cura de LA CASBAH, che per questa stagione ha allestito un'accogliente angolo con divani e tappeti a tema.
</p>
<p>
Si ringrazia RADIO CITTA' FUJIKO (www.radiocittafujiko.it - FM 103,100) per il supporto promozionale.
</p>
<p>
info:
</p>
<p>
www.datapunk.de<br />
www.anthony-rother.com<br />
www.myspace.com/datapunkrecords<br />
www.myspace.com/laboratorio_crash<br />
www.myspace.com/eclectronicaparty<br />
www.myspace.com/decibeleventi &amp;#65279;
</p> ]]></description>
<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid>http://www.infoaut.org/articolo/maxi-eclectronica-feat-anthony-rother/</guid>
</item>
</channel>
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